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Usa, scatta lo shutdown

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Usa, scatta lo shutdown

AFP PHOTO / SAUL LOEB

A un anno esatto dal giorno del giuramento di Donald Trump, negli Stati Uniti entra in vigore lo 'shutdown', ovvero il blocco dell'attività amministrativa federale, a partire dai servizi meno essenziali, per mancanza di fondi. La temuta procedura è scattata in seguito al voto negativo del Senato al provvedimento per finanziare il bilancio del governo

I repubblicani, maggioritari con 51 seggi, non sono riusciti a convincere i democratici per ottenere il minimo dei 60 voti necessari a superare l’ostacolo, malgrado le frenetiche trattative in aula e l’intervento del presidente americano.

DAL 2013 - Dalla mezzanotte ora locale (le 6 in Italia) il Paese vive così il suo primo 'fermo' da ottobre 2013, che è durato 16 giorni. Impossibile sapere per quanto tempo durerà questa nuova chiusura e i negoziati tra le due parti dovranno riprendere molto rapidamente.

La Casa Bianca ha accusato i democratici di prendere in "ostaggio" gli americani. "Non negozieremo lo status di cittadini illegali mentre (i democratici) tengono i nostri cittadini ostaggio di richieste incoscienti. Questo è comportamento da ostruzionisti, non da legislatori", ha detto la portavoce Sarah Sanders.

OSTRUZIONISMO - Da "perdenti ostruzionisti", i Dem, si legge in un comunicato, "hanno messo la politica prima della nostra sicurezza nazionale, prima delle famiglie dei militari, dei bambini vulnerabili e della possibilità per il nostro Paese di servire gli americani".

Poco prima della scadenza lo stesso Trump aveva twittato: "I democratici vogliono lo shutdown per svilire il grande successo dei tagli alle tasse e ciò che stanno comportando per la nostra economia in forte espansione".

TRUMP - "Non si mette bene - aveva scritto - per le nostre forze armate e la sicurezza al nostro molto pericoloso confine meridionale".

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