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Natalie Portman rifiuta Nobel ebraico

ESTERI
Natalie Portman rifiuta Nobel ebraico

(Afp)

Fa discutere l'annuncio di Natalie Portman di non volersi recare in Israele per ricevere il Genesis Prize, il Nobel ebraico. L'attrice e regista, che ha la doppia cittadinanza israeliana e americana, ha fatto sapere che "gli ultimi eventi in Israele sono stati per lei estremamente dolorosi e che non si sente a suo agio a partecipare ad eventi pubblici in Israele". La sua scelta arriva mentre continuano gli scontri con i manifestanti palestinesi sul confine di Gaza, contro i quali cecchini dell'esercito israeliano hanno sparato anche con pallottole vere. La Genesis Foundation ha deciso allora di cancellare la cerimonia per evitare di politicizzare il premio, "cosa che - spiega - abbiamo cercato di evitare negli ultimi cinque anni". Ma le polemiche non sono mancate, con la destra israeliana che ha duramente attaccato l'attrice.

LE CRITICHE - La ministra della Cultura Miri Regev ha accusato la Portman di essersi schierata con chi boicotta Israele. "Nathalie, un'attrice ebrea che è nata in Israele, si è unita a coloro che vedono il meraviglioso successo della rinascita d'Israele come 'una storia di tenebra e tenebra'", ha detto, parafrasando il titolo del libro "Una storia d'amore e di tenebra di Amos Oz", dal quale la Portman ha tratto un film da lei diretto. Un deputato del partito Likud, Oren Hazan, si è spinto fin a chiedere la revoca della nazionalità israeliana della Portman.

IL PREMIO - La Portman ha ricevuto in premio un milione di dollari dalla Fondazione, a cui si aggiunge un altro milione versato dal filantropo israeliano Morris Khan. L'idea della fondazione è che i premiati possano scegliere a quale iniziativa benefica versare la cifra ricevuta. La Portman aveva detto di volerla devolvere a organizzazioni che difendono la causa delle donne. Al momento non è chiaro se la somma verrà comunque versata all'attrice. Il premio viene conferito alle persone "che servono d'ispirazione alla prossima generazione di ebrei attraverso i loro successi professionali e l'impegno verso i valori ebraici e il popolo ebraico".

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