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Renzi: violenta lotta a burocrazia Delrio: lunedì decisivo per nomine

POLITICA
Renzi: violenta lotta a burocrazia Delrio: lunedì decisivo per nomine

Rho (Milano), 11 apr. (Adnkronos/Ign) - Una "violenta lotta alla burocrazia" per aiutare l'imprenditoria italiana ad agganciare la crescita. Ad assicurarla è il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo al Salone internazionale del mobile a Rho Pero.

Le aziende del design e dell'arredamento e in generale tutte le imprese che esprimono la qualità italiana sono "un pezzo di economia reale", rimarca il premier, chiarendo in particolare che l'attenzione che il governo deve riservare alla realtà imprenditoriale italiana è "un impegno". "Nel nostro Paese certi temi sono considerati come un divertissement", fa notare Renzi, osservando, invece, che "l'Italia ha il diritto e il dovere di incoraggiare" questa economia.

Quello che è possibile vedere al Salone internazionale del mobile è "un'Italia viva", un'Italia che dimostra "non solo che possiamo ma che ce la dobbiamo fare", scandisce il presidente del Consiglio davanti alla platea di imprenditori, sottolineando di portare ''un messaggio di gratitudine non a nome personale, ma a nome del governo e di tutta l'Italia'', un Paese ''portatore sano di bellezza".

Il premier parla anche di evasione fiscale (per combatterla, dice, ''non servono battaglie spot come è accaduto a Cortina'' ma un ''modo sistematico e strutturale fatto incrociando le banche dati''), e di lavoro. "L'Italia è un Paese fondato sul lavoro", ricorda Renzi, evidenziando che è anche "affondato sulle rendite". Ecco perché "le rendite finanziarie sono state tassate dal 20 al 26% mentre abbiamo abbassato l'Irap".

"C'è un grande dibattito sugli F35, ma il vero problema è rappresentato dagli F24 - rimarca in un passaggio del suo intervento - Vogliamo da qua dare un segnale che a Roma la musica è cambiata''.

"Il lavoro non è semplicemente un fattore economico - osserva ancora - è un fattore di dignità e bellezza'' ed è necessario "restituire dignità e valore al lavoro semplificando le regole, che non significa precarizzare, perché più precari di così me lo dovete proprio spiegare". In seconda battuta è necessaria "la certezza delle regole: un imprenditore non può pensare che deve avere paura ad assumere qualcuno". Serve poi la "semplificazione del modello di lavoro", nel senso che "oggi chiunque decide di aprire un'azienda deve essere incoraggiato. Il pubblico deve dire grazie e non mettergli i bastoni tra le ruote". "Io, governo, devo dire: 'faccio il tifo per te'".

Quindi uno sguardo al secondo semestre del 2014, ''quando saremo alla guida dell'Europa''. ''Faremo sentire la voce dell'Italia in Europa", assicura. E ricorda che "l'Italia rispetta tutte le regole, e non tutti lo fanno", fa notare, insistendo sul fatto che "l'austerità non aiuta se la disoccupazione poi raddoppia".

Poi una riflessione su di sé. "Se sarà il Palazzo a cambiare me, vuol dire che io non sono adatto" a ricoprire il ruolo, afferma Renzi, ricordando l'impegno del governo rispetto al tetto degli stipendi dei manager pubblici. "Non interpreto il mio ruolo per stare a scaldare una sedia" mette in chiaro, ribadendo un concetto più volte espresso: "Io sono lì per cambiare l'Italia''.

Quanto ai nomi dei manager pubblici si decideranno ''lunedì o martedì - dice Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio - Lunedì è il giorno decisivo''.

EXPO 2015 - "Da qui a un anno c'è ancora molto da fare ma c'è la convinzione che ce la possiamo fare" afferma Renzi che durante la sua tappa milanese ha avuto un lungo incontro, durato circa tre ore, con i vertici della società Expo 2015 assieme a Delrio e ai ministri Maurizio Lupi e Maurizio Martina.

"L'Expo è una grandissima occasione per l'Italia - rimarca - noi parliamo solo di opere pubbliche e di infrastrutture, che sono importanti, ma la manifestazione è anche una grande scommessa educativa e culturale, una lotta contro l'obesità e un grande investimento economico".

"I prossimi passaggi sono soprattutto amministrativi e bisogna evitare che la burocrazia blocchi tutto - avverte - Noi rispettiamo tutte le regole ma bisogna fare le cose in modo tale che l'appuntamento che vedrà protagonisti milioni di turisti a Milano sia un'occasione per vivere un'esperienza unica". "Vi garantisco - dice rivolto ai giornalisti - che sarà una sorpresa anche per i pessimisti. E' un altro pezzo dell'Italia che funziona".

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