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Bufera a Bologna dopo l'assalto a Salvini. La Lega: "Via Alfano, prefetto e questore". Il Pd: "Non faccia la vittima"

POLITICA
Bufera a Bologna dopo l'assalto a Salvini. La Lega: Via Alfano, prefetto e questore. Il Pd: Non faccia la vittima/Video /Foto

Bufera a Bologna, dove il segretario della Lega Matteo Salvini si doveva recare in visita al campo rom di via Erbosa. L'auto del leader leghista è stata assaltata da alcuni "balordi dei centri sociali" come ha riferito lo stesso Salvini su Facebook.

"Sassate sulla macchina, calci, pugni e sputi. Se questa è la Bologna 'democratica e accogliente', dobbiamo LIBERARLA!", scrive il segretario. E ancora: "Così i balordi dei centri sociali hanno distrutto la nostra macchina, prima ancora che ci avvicinassimo al Campo ROM. Noi stiamo bene. Bastardi". Poi, in un altro post con foto, Salvini aggiunge: "Questo è l'interno della macchina assaltata dai balordi dei centri sociali. Dietro erano sedute due ragazze e Alan Fabbri. Stanno tutti bene, ma questa non è Democrazia".

''Siamo stati circondati - sottolinea ancora il leader leghista -. Se non fossimo andati via c'avrebbero ammazzato. Siamo stati aggrediti da questi balordi, già noti alle forze dell'ordine. Le immagini parlano chiaro: se fossimo rimasti ci avrebbero massacrato".

Durissimi i commenti che arrivano dal Carroccio. Gian Marco Centinaio, capogruppo della Lega Nord al Senato, chiede "le immediate dimissioni di Alfano. Le sassate ricevute da Matteo Salvini oggi, dimostrano che in questo paese comandano i centri sociali, i rom, i clandestini e i delinquenti. Tutti coloro che in barba alla legge vogliono imporre le proprie convinzioni restano sistematicamente impuniti, peggio: sono coccolati da stampa e sistema. Vergogna. Tanto non ci fermerete mai, la gente è con noi". Mentre Gianluca Pini, vice capogruppo delle Lega Nord alla Camera, chiede ad Alfano di "rimuovere immediatamente il prefetto e il questore di Bologna: i colpevoli delle violenze a danno della Lega e del suo segretario sono tutte di chi non è stato in grado di difendere le istituzioni democraticamente elette da una banda di delinquenti, peraltro già noti per intimidazioni e violenze". Il deputato leghista, annunciando sia una interrogazione parlamentare urgente sia la richiesta di chiarimenti in aula da parte di Alfano, non perdona ai vertici delle forze dell'ordine bolognesi il fatto che "dai filmati è chiaro sia il fatto che la stampa fosse informata dell'aggressione premeditata, sia che hanno potuto agire indisturbati senza che nessuno muovesse un dito a difesa di Salvini".

E Roberto Calderoli annuncia la legge del 'taglione': "Non è più tollerabile che i balordi dei centri sociali possano continuare ad esercitare violenza e a calpestare le regole della democrazia e del codice penale. D'ora in poi se non li fermeranno le Forze dell'Ordine, non porgeremo l'altra guancia, ma varrà la legge del taglione: occhio per occhio dente per dente".

L'eurodeputato leghista Gianluca Buonanno parla di "aggressione vile e codarda. Per certi soggetti il carcere non basta, ci vorrebbero i campi di lavoro".

Mario Borghezio si dice "allibito dalla mancanza di forze dell'ordine che sanno bene quanto siano pericolosi i centri sociali". Parlando con l'Adnkronos, Borghezio si chiede quali sarebbero state le conseguenze politiche "se a subire questa aggressione fosse stato il segretario di un altro partito". Quanto accaduto, prosegue l'esponente leghista, "induce a serie riflessioni su quanti hanno già dimostrato di non saper gestire l'ordine pubblico". Noi, continua, "siamo l'ultimo baluardo contro le schifose forze che operano in questo paese. Domani sarò a La Spezia al grido di 'una grande Lega per una grande Italia' e ho invitato tutti a non cadere in provocazioni". E sull'ipotesi che Casapound partecipi alla manifestazione di domani: "Ho già detto che se vogliono sono i benvenuti".

Parole di condanna giungono anche dal Pd. L'eurodeputata Alessandra Moretti esorta però Salvini a non fare "la vittima". "E' andato cercando un palcoscenico ben sapendo che chi come lui usa parola dure come pietre provoca reazioni ancor più dure, come quelle che abbiamo visto oggi". Sulla stessa linea il candidato Pd alla presidenza della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: "Chiunque usi violenza non ha nessuna giustificazione - dice all'Adnkronos - Ma Salvini usa quotidianamente la campagna elettorale non per discutere dei programmi". Insomma, "utilizza un linguaggio provocatorio che a me non piace".

Le forze dell'ordine infine respingono al mittente le critiche per il loro operato. Per Giuseppe Tiani, segretario del Siap, sindacato italiano appartenenti polizia, "sono strumentali e pretestuose le richieste di dimissioni di prefetto e questore, fatte dalla Lega. Salvini non ha preannunciato le modalità e gli orari dei suoi spostamenti e ha dato appuntamento ai giornalisti in un luogo diverso da quello preposto alla visita, per fare una conferenza stampa, a diverse centinaia di metri dal campo nomadi che era presidiato da circa cento uomini delle forze dell'ordine".

Nello stesso luogo, al campo Rom di via Erbosa, qualche giorno fa era stata aggredita la consigliera comunale del Carroccio Lucia Borgonzoni.

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