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Regionali in Campania, più lavoro e meno burocrazia: le sfide di De Luca

POLITICA
Regionali in Campania, più lavoro e meno burocrazia: le sfide di De Luca

Vincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alle regionali in Campania (Infophoto)

Mettere "il lavoro al primo posto" e sburocratizzare, utilizzare i fondi Ue per stimolare la crescita, arrestare la fuga di cervelli, riportare il segno positivo nello sviluppo del pil regionale. E, ancora, risolvere l'emergenza ambientale, individuando, entro 100 giorni dall'insiediamento della giunta regionale, "una soluzione tecnica definitiva attraverso la quale procedere allo smaltimento delle ecoballe". Sono alcuni dei punti contenuti nel programma elettorale dell'ex sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania. Il suo programma è stato suddiviso in aree tematiche individuate con il contributo di professionisti, imprenditori, docenti ed esponenti della società civile nell'ambito della 'Terra delle idee'.

"Mettere il lavoro al primo posto significa darsi un obiettivo su tutti - si legge nel programma di De Luca - sconfiggere la recessione". Secondo il programma dell'aspirante governatore, "nei prossimi anni di governo regionale occorre svoltare radicalmente, per arrestare la recessione e riportare il segno positivo nello sviluppo del pil regionale, arrestare la fuga di cervelli e l’emigrazione dei giovani, riportare come primo obiettivo il livello dell’occupazione a quello ante 2008, bloccare il fenomeno dell’immigrazione selvaggia e clandestina, combattere la burocrazia, semplificare il rapporto tra enti e cittadini, ed il rapporto tra enti di diverso livello".

E, ancora, "garantire un rapporto leale e virtuoso fra il governo regionale e le istanze dei comuni e dei territori, a partire dall’uso dei fondi europei (uso efficiente, procedure snelle, ampio raccordo con i comuni, pochi progetti e non fondi a pioggia )". Secondo il programma di De Luca, "per vincere la battaglia contro l’emergenza lavoro occorre innanzitutto sfruttare in maniera razionale ed efficiente i fondi europei disponibili".

Altro capitolo l’emergenza ambientale, definita "uno dei punti cardine" del programma elettorale di De Luca, pubblicato sul sito 'cambiareora.it'. "Le 6 milioni e mezzo di tonnellate di ecoballe presenti nel territorio campano comportano un serio problema per la salute dei cittadini nonché un forte danno di immagine per la nostra Regione - si legge nel programma - Entro 100 giorni dall’insediamento della giunta verrà individuata la soluzione tecnica definitiva attraverso la quale procedere allo smaltimento delle ecoballe. Inoltre, verrà messa a punto una mappatura dei siti da bonificare ed organizzato il registro dei tumori".

Tra gli obiettivi prioritari del programma di Vincenzo De Luca, "incentivare la raccolta differenziata, a partire dall’area metropolitana di Napoli; studiare soluzioni sostenibili per i rifiuti speciali, compresi i fanghi di depurazione delle acque reflue, dando seguito ad una filiera corta presso gli impianti di depurazione, al fine di evitare costosi ed inquinanti trasporti all’interno della regione".

E, ancora, "riscrivere completamente i Piani Regionali, sia per i rifiuti urbani che per gli speciali, vecchi e non aggiornati alle nuove direttive europee ed alle nuove tecnologie. Incentivare lo sviluppo di impiantistica per il recupero della frazione secca riciclabile dei rifiuti urbani (impianti di selezione materie, compostaggio, per la riduzione sostanziale delle quantità complessive) e dei rifiuti speciali. Una rimodulazione dei macchinari presenti negli Stir (attualmente sottoutilizzati quelli di alcune provincie), con integrazioni di modica spesa, sarebbe utile al fine di ottenere un maggior numero di impianti per la selezione della materia".

Rispetto alla tutela dell'ambiente, tra gli obiettivi presenti nel programma di De Luca, la "mitigazione del rischio di dissesto idrogeologico". Sono 447 i Comuni campani a rischio frana e alluvione, secondo la Società Geografica Italiana, viene ricordato nel programma di De Luca. Il che significa che l’86% dei Comuni campani è a rischio. Per prevenirlo, secondo l'aspirante governatore, bisogna assumere una "politica della prevenzione sia nel campo simico che in quello dell’assetto idrogeologico, come una delle priorità nell’utilizzo del denaro pubblico. Soprattutto in un momento di crisi, come quella che il Paese sta vivendo. Porre attenzione ad una rilettura del Piano Regionale Attività Estrattive (cave) per limitare danni dovuti al dissesto idrogeologico, agli inquinanti ambientali derivanti da tali attività e allo stesso tempo tutelare il paesaggio che è un bene collettivo sancito dalla costituzione".

Nel programma di De Luca, viene data attenzione anche alla riduzione di inquinamento atmosferico. L'obiettivo, si legge nel programma, è "partire da un minor consumo di combustibili fossili e ricorrere sempre più alle fonti di energia rinnovabile". Tra le priorità indicate nel programma elettorale, "rifunzionalizzare e adeguare quantitativamente le centraline regionali di rilievo inquinanti atmosferici, per identificare i costituenti del particolato, le zone a rischio e le principali cause di inquinamento per intervenire correttamente nelle zone a rischio; mettere in campo interventi per la riduzione inquinanti atmosferici connessi ad esempio: all’elettrificazione dei porti commerciali e turistici; ai controlli e relativi interventi sulle emissioni inquinanti in atmosfera, sia aziendali che condominiali; a interventi per la mobilità sostenibile".

Altro capitolo, la sanità, con la proposta di riorganizzazione ed eliminazione graduale dei tetti di spesa. “La situazione sanitaria in Campania si identifica con un dato incontrovertibile: il raggiungimento dei tetti di spesa a settembre. Nei primi 100 giorni di governo si procederà ad una riorganizzazione ed eliminazione graduale dei tetti di spesa”.

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