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Renzi al Meeting Cl: "Italia impantanata da rissa ideologica permanente"

POLITICA
Renzi al Meeting Cl: Italia impantanata da rissa ideologica permanente

"La grande possibilità dell'Italia oggi è di essere terra di opportunità e non di rimpianti". Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per la prima volta al Meeting Cl di Rimini. Il premier interviene a tutto campo dal palco e affronta i temi dell'Europa, dell'immigrazione e delle riforme.

Renzi punta il dito contro il "berlusconismo e per alcuni aspetti anche l'antiberlusconismo", che "hanno messo il tasto pausa" al nostro Paese, e non manca di riservare una stoccata a "un autorevole personaggio politico che propone di bloccare l'Italia a novembre", con chiaro riferimento all'idea avanzata dal leader della Lega, Matteo Salvini. "L'estate è il periodo per vedere chi la spara più alta - scandisce il presidente del Consiglio - Sono 20 anni che bloccano l'Italia: oggi la scommessa è proprio quella opposta, di rimettere in moto il cambiamento possibile".

"L'Italia in questi 20 anni - rimarca ancora, senza tanti giri di parole - ha trasformato la Seconda Repubblica in una rissa permanente ideologica che ha smarrito il bene comune e mentre il mondo correva" l'Italia "è rimasta ferma impantanata in discussioni sterili interne".

Quindi l'Europa e l'immigrazione. "L'Europa si è allargata ma ha guardato in direzione strabica rispetto al centro motore della propria azione: del Sud si è fatto un racconto macchiettistico, come se fosse il set di una fiction andata male, tutto negatività e disperazione" osserva il premier.

Per il presidente del Consiglio si sono persi 20 anni sul tema dell'attenzione verso il Mediterraneo. "Quando parliamo di Mediterraneo - sottolinea - parliamo non della frontiera dell'Europa, ma del suo cuore". E dice a chiare lettere: "Prima salviamo le vite, poi penseremo a come dare un futuro a queste persone. Non rinuncio a secoli di civiltà. Non cederemo mai al provincialismo della paura".

"Ora abbiamo bisogno di correre. Le riforme a cui stiamo lavorando sono un corso accelerato per rimettere l'Italia in pari". "Non sarà semplicemente con le riforme che l'Italia ritroverà la propria identità - precisa - ma le riforme sono la premessa" per ripartire. "Il tentativo che stiamo facendo con le riforme è di fare ripartire l'Italia dopo vent'anni in cui è stato premuto il tasto 'pausa'" ribadisce Renzi.

E non risparmia una battuta: "Mi fa ridere chi dice che se non c'è l'elezione diretta dei senatori è a rischio la democrazia. Non è che devi votare tante volte per avere più democrazia, quello è il telegatto non è il Senato".

"Se vuoi un sistema che funziona - prosegue il presidente del Consiglio - devi far sì che quegli elettori che vanno a votare possano avere dei decisori politici che fanno le cose che hanno detto, e la volta successiva eventualmente li mandi a casa. Non è moltiplicando le poltrone che moltiplichi la democrazia, moltiplicando le poltrone si fanno felici i politici non la democrazia. Questo dibattito è incredibile, incredibile".

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