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Franceschini contro Fedez: "Calunnia me e mia moglie, lo porto in tribunale"

POLITICA
Franceschini contro Fedez: Calunnia me e mia moglie, lo porto in tribunale

(Fotogramma)

Il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, raggiunto telefonicamente dall'AdnKronos, annuncia che porterà in giudizio il rapper Fedez per quanto ha affermato circa un conflitto di interessi che lo riguarderebbe, in relazione alla Siae. "Sarà la decima volta che Fedez, da quando ha scelto Soundreef, tira fuori questa storia assurda, calunniando me e mia moglie e ignorando le norme che ha approvato il parlamento".

"Finora ho pensato fosse meglio far finta di niente ma ora ha superato anche la mia, molto molto alta, soglia di tolleranza e per questo ho già dato incarico di agire giudiziariamente contro di lui. E' la prima volta che lo faccio dopo tanti anni di vita politica ma lui ha mezzi più che sufficienti per risarcire i danni che ci sta creando", conclude Franceschini

Nel pomeriggio il ministro aveva twittato: "La calunnia è un venticello @beppe_grillo @fedez", con chiaro riferimento alle affermazioni del rapper e al rilancio delle stesse da parte del blog di Grillo. Al tweet il ministro aveva allegato un file video con l'esecuzione dell'aria dal 'Barbiere di Siviglia' di Gioacchino Rossini, interpretata da Ruggero Raimondi diretto da Gianluigi Gelmetti.

SIAE - Anche la Siae "ha dato mandato ai propri legali di tutelare l'onorabilità della Società, chiedendo agli stessi di reagire con la massima durezza consentita dall'ordinamento giuridico", in relazione alle affermazioni di ieri del rapper Fedez. Lo annuncia la stessa Siae in una nota.

La Società italiana autori ed editori "ritiene inaccettabili e inammissibilmente false e insultanti le affermazioni pronunciate ieri da Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, nel corso di un convegno alla Luiss e le successive dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa, riferite a Siae e alla signora Michela Di Biase, moglie del Ministro Dario Franceschini".

"È infatti documentalmente destituita di qualunque fondamento la circostanza secondo la quale la signora Michela Di Biase gestirebbe gli immobili di Siae. Una simile affermazione, condita poi da inutili suggestioni di insussistenti conflitti di interessi o peggio, di favoritismi, è priva di ogni logica e - afferma ancora la Siae - fuoriesce da qualunque limite di continenza".

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