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Moscovici: "Voto Italia rischio per Ue"

POLITICA
Moscovici: Voto Italia rischio per Ue

AFP PHOTO / THIERRY CHARLIER

"Tra i rischi che si potrebbero materializzare entro il 2019" nell'Unione Europea c'è quello che riguarda "la governance di grandi paesi europei che è una questione complicata" in particolare in Italia, in Spagna e in Germania. Ad affermarlo, nel corso della conferenza stampa a Parigi nella sede della Commissione Ue in Francia, è il Commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici. L'Italia, rileva, "si prepara ad elezioni incerte" e non è chiaro "quale sarà la maggioranza, quale programma europeo ne uscirà mentre la situazione economica del Paese non è ancora tra le più solide nella zona euro". "Fortunato chi potrà dire" quale sarà l'esito delle elezioni, sostiene Moscovici.

Per l'Italia "l'idea di salire al di sopra del 3% nel rapporto deficit/Pil mi pare un'assurdità economica, dal momento che sappiamo bene che la principale sfida per l'Italia è l'indebitamento - sottolinea Moscovici - Aggiungere debito al debito non rafforza la fiducia, ma distrugge la fiducia e impedisce di finanziare i servizi pubblici". Dunque, Moscovici auspica che quello elettorale "sia un dibattito razionale e che questa razionalità sia una razionalità europea: tutto questo mi parrebbe di buon senso".

"Quello che desidero anzitutto - aggiunge Moscovici - è che l'Italia abbia, dopo le elezioni, un governo pro-europeo e pro-euro, perché l'Italia è un Paese fondatore dell'Europa e perché è un Paese al cuore della zona euro. Non si può approfondire, democratizzare e rafforzare l'Eurozona senza un contributo, un impulso italiano forte: l'Italia è stata sempre pronta agli appuntamenti, vorrei che lo fosse anche nel 2018 come sempre è stato nella storia, una cosa che è nel suo interesse". "Non vedo per quale ragione - conclude - l'Italia si debba mettere ai margini dell'Eurozona: il posto dell'Italia è al cuore della zona euro".

"Non ho commenti da fare sulla situazione politica in Italia: spetta agli italiani scegliere il proprio governo", replica poi il commissario europeo, alla domanda se a suo parere sia più preoccupante per il futuro della zona euro una vittoria del centrodestra o del Movimento Cinque Stelle. "Come commissario europeo - continua - lavoro molto bene con il governo di Paolo Gentiloni, con Pier Carlo Padoan".

"Non è un segreto - prosegue Moscovici - che sugli orientamenti europei, sulle decisioni da prendere sulla zona euro, c'è una convergenza di vedute molto chiara con Paolo Gentiloni, Pier Carlo Padoan e il governo. Per il resto, questo non significa nulla per quanto riguarda le scelte che faranno gli italiani: la Commissione e io stesso, come d'abitudine, lavoreremo con il governo democraticamente eletto dagli italiani".

"Semplicemente - prosegue Moscovici - non si può evitare, nella ricerca di un approfondimento della zona euro, di avere dell'interesse o delle simpatie per chi lo promuove".

"Mi si potrebbe sospettare - aggiunge - come socialista e democratico, di avere delle simpatie per il Pd, e non si avrebbe torto, ma questo non avrebbe alcun impatto sulla qualità del lavoro che possiamo sviluppare con qualsiasi governo italiano e sulla sovranità del popolo italiano nel scegliere i suoi candidati. Quello che desidero prima di tutto - conclude - è che l'Italia, dopo le elezioni, abbia un governo pro europeo e pro euro".

INCOGNITE EUROPEE - Ma non c'è solo l'Italia tra le incognite europee. In Spagna - ha ricordato il commissario - "il governo è minoritario e deve affrontare la crisi catalana" mentre in Germania "aspettiamo ancora un nuovo Governo ma mi rallegro per l'accordo di principio trovato venerdì. La strada per un nuovo governo è ancora lontana ma accolgo con favore il senso di responsabilità dell'Spd. Entrare in nuova colazione non è facile per loro". La Germania, aggiunge Moscovici, "ha bisogno di un governo stabile e l'Europa ha bisogno di una Germania ambiziosa".

CRESCITA ECONOMICA - "L'Europa ha ripreso colore, la crescita economica europea è superiore al 2% e non vediamo un calo dell'andamento nel breve termine. Quindi l'Europa può contare su una crescita solida e durevole", ha affermato Moscovici sottolineando che si registra anche "una ripresa, seppur lenta, dell'occupazione" e si osserva "un calo della disoccupazione".

La situazione di bilancio dei paesi europei, sottolinea ancora Moscovici, "sta migliorando. Nel 2010 c'erano 23 paesi con deficit eccessivo, 17 nel 2014 e ormai sono solo due, la Francia e la Spagna. Mi auspico che nei prossimi mesi non ce ne sia neanche uno. Sono fiducioso". Il Commissario Ue ricorda, inoltre, "che la soglia del 3%" del deficit/pil "non è un obiettivo ma è un limite". Ormai, rileva ancora Moscovici, "la Grecia è stata salvata ed è saldamente attaccata alla zona euro. Il Paese è sulla via della normalità. Auspico che la Grecia torni ad essere un paese normale nel cuore della zona euro ed incontestabilmente la situazione è migliorata".

NAZIONALISMI - Tra i rischi che si potrebbero materializzare entro il 2019 nell'Unione Europea, osserva, "c'è quello che riguarda la governance di grandi paesi europei che è una questione complicata" in particolare in Italia, in Spagna e in Germania. Ma non solo. "All'Est osserviamo l'inquietante rinascita dei nazionalismi e penso in particolare alla Polonia, all'Ungheria ma anche all'Austria". Su questo punto, aggiunge Moscovici, "dobbiamo essere chiari: l'ascesa al potere dell'estrema destra non può mai essere anodina e non deve essere banalizzata. Dobbiamo restare vigili e non pensare a questo tema come a un fenomeno minore".

RISCHI DELL'UE - Tra i rischi che pesano sull'Ue entro il 2019, rileva ancora il Commissario Ue, "c'è la fine della negoziazione del Brexit e l'adozione o il rifiuto del budget europeo pluriennale. C'è un mondo ideale che è quello che ci farebbe arrivare ad un nuovo budget Ue ambizioso e ad un buon accordo con il Regno Unito. E' in questo mondo lì che voglio vivere ma altri scenari esistono e sono meno favorevoli. Dobbiamo lavorare per scongiurare questi scenari negativi in modo che le elezioni europee del 2019 siano un grande appuntamento di speranza nell'Ue". Infine, aggiunge Moscovici, "c'è anche il rischio interno" che è rappresentato, in particolare, dalla questione dello Stato di diritto in Polonia: "su questa tema sarà chiaro e la Commissione Ue lo è: non possiamo sacrificare l'anima e i valori dell'Ue. Se uno Stato non rispetta lo Stato dei diritti dobbiamo dirlo".

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