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Di Maio: "Puntiamo alla Camera"

POLITICA
Di Maio: Puntiamo alla Camera

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"In questa settimana probabilmente eleggeremo uno dei presidenti delle Camere e saremo decisivi per l’elezione di entrambi. Abbiamo chiesto la presidenza della Camera perché qui ci sono più vitalizi da tagliare, più regolamenti da modificare". Così Luigi Di Maio durante l'assemblea dei deputati M5S, dove è tornato a ribadire il no alla pratica parlamentare della 'ghigliottina'. Confermato anche il veto su persone condannate o sotto processo per la presidenza dei due rami del Parlamento.

"L’elezione dei presidenti delle Camere non è una partita per il governo, è una partita per l’abolizione dei vitalizi" ha ribadito. "Sono sicuro che il capo dello Stato gestirà nel migliore dei modi questa fase. Apprezziamo molto che il Quirinale non stia mettendo fretta alle forze politiche". "Non portiamo rancore a nessuno, li contageremo con il sorriso" ha poi affermato Di Maio, parlando del rapporto con gli altri partiti.

Spiegano i capigruppo in pectore del MoVimento 5 Stelle Giulia Grillo e Danilo Toninelli: "Abbiamo svolto oggi una seconda giornata di incontri con i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Con tutti i partiti abbiamo condiviso il nostro metodo per la scelta dei profili più adatti e adeguati. L'obiettivo è coinvolgere tutte le forze politiche e definire la scelta delle presidenze il prima possibile. Nessun partito ha espresso contrarietà all'assegnazione della presidenza della Camera al Movimento 5 Stelle. Questo percorso che abbiamo tracciato con trasparenza proseguirà nei prossimi giorni, tenendo salda la nostra contrarietà a presidenti che abbiano condanne o processi in corso".

Salgono nelle ultime ore le quotazioni di Roberto Fico come candidato M5S alla presidenza della Camera. Stamattina il parlamentare napoletano ha avuto un incontro con Di Maio. I due hanno poi fatto il loro ingresso insieme nell'Auletta dei gruppi di Montecitorio, accolti dall'applauso dei parlamentari presenti. Resta tuttavia in piedi - spiegano fonti pentastellate - l'ipotesi Riccardo Fraccaro.

Il profilo di Fico, anche alla luce del suo ruolo svolto come presidente della Vigilanza Rai durante la scorsa legislatura, potrebbe essere considerato divisivo dalle altre forze politiche. Motivo per cui il Movimento sarebbe pronto a calare la carta Fraccaro nel caso in cui Fico venisse impallinato nel corso delle votazioni. Per quanto riguarda il Senato, non troverebbero conferma le voci circolate nelle ultime ore sulla candidatura dell'ex consigliera bolognese Lucia Borgonzoni, fedelissima di Matteo Salvini, per lo scranno più alto di Palazzo Madama.

Ad ogni modo, nella girandola di incontri avuti oggi dai capigruppo M5S di Camera e Senato Giulia Grillo e Danilo Toninelli con gli emissari delle altre principali forze politiche non si sarebbe parlato di nomi.

Per il vicesegretario della Lega, Giancarlo Giorgetti, è "importante è che una presidenza vada al centrodestra, se servirà un presidente non della Lega, per risolvere il rebus politico, noi saremmo disponibili e non faremo i capricci" ha detto intervenendo alla registrazione di 'Porta a Porta'.

"Accordo fatto con i Cinque Stelle per le presidenze? Ci stiamo lavorando, ma venerdì o sabato sarà sereno a Roma, mentre ora c'è brutto tempo", ha aggiunto. "C'è qualche idea, ma ci dobbiamo confrontare con tutti", ha sottolineato Giorgetti. "Tutti parlano con tutti, è una situazione complicata, Salvini ha l'incarico di Berlusconi e Meloni per gestire la partita, domani si tirano le somme, e decideremo con Berlusconi e Meloni, come ci presenteremo in Parlamento, rispetto ai Cinque Stelle e al Pd", ha concluso il vice di Salvini.

L'appuntamento è a mezzogiorno, a palazzo Grazioli. Dopo le telefonate di ieri, il segretario della Lega, in qualità di candidato premier della coalizione, è tornato a sentire sia il Cav che il presidente di Fdi, per cercare di definire una strategia comune ed evitare che il centrodestra vada in ordine sparso alla trattativa decisiva sul rinnovo delle presidenze e a quella per la formazione del nuovo governo.

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