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Il saluto di Gentiloni

POLITICA
Il saluto di Gentiloni

Roberto Fico e Paolo Gentiloni (FOTOGRAMMA)

"Questa legislatura era nata in circostanze economiche e istituzionali complesse, a 5 anni si può dire che noi lasciamo il Paese con più crescita, più lavoro, più diritti, con i conti in ordine, più sicurezza, avendo inferto colpi molto importanti al traffico  clandestini di esseri umani e avendo occupato il posto che spetta all’Italia nel contesto internazionale". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni, salutando dipendenti e collaboratori di palazzo Chigi, ringraziando e sottolineando che "è stato un grandissimo onore".

Tradendo un pizzico di emozione nella voce proprio nel finale, Gentiloni ha salutato il personale riunito in sala Verde con un breve discorso: ad assistere, in prima fila, Maria Elena Boschi, Paolo Aquilanti e Nino Rizzo Nervo tra gli altri. "Da 25 anni ho frequentato diverse amministrazioni pubbliche, il comune di Roma, la Camera, il ministero delle Poste che dopo di me non so proprio perché abbia chiuso, palazzo Chigi - ha detto il premier strappando anche qualche sorriso -. Un quarto di secolo in cui ho visto smentiti gli stereotipi sulla pubblica amministrazione".

APPLAUSO - Per il premier uscente, "la presidenza del Consiglio ci conferma questa grandissima qualità che resta nelle vostre mani, sono certo lo farete con impegno e entusiasmo. Per me è stato un grandissimo onore servire l'Italia da palazzo Chigi". Il discorso di Gentiloni è stato salutato, al termine, da un lungo applauso dei presenti. 

Il lavoro svolto dai governi dell'ultima legislatura "non ha cancellato le ferite della crisi più grave del dopoguerra e il risultato delle elezioni ce lo ricorda: non c'è il minimo dubbio che i passi in avanti fatti non hanno eliminato le ferite e le cicatrici nella società" ha aggiunto il presidente del Consiglio.

5 ANNI - "Bisogna prendersi cura delle cicatrici, della rabbia, del disagio ma senza dilapidare il lavoro fatto in questi anni - ha sottolineato Gentiloni -. Risalire una china per 5 lunghi anni non è semplice. Purtroppo, per andare fuori strada bastano pochi mesi, poche settimane. Dobbiamo prenderci cura delle ferite aperte ma andando avanti con qualità, responsabilità, impegno nell'azione di governo. E' l'unico messaggio da mandare al governo che prenderà il nostro posto".

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