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Su Sky arriva '1992': il terremoto di Mani Pulite tra fiction e realtà

La serie, in onda da domani su Sky Atlantic, è nata da un'idea di Stefano Accorsi, "mancava un racconto di quegli anni"

SPETTACOLO
Su Sky arriva '1992': il terremoto di Mani Pulite tra fiction e realtà

Gli attori che interpretano il pool di Mani Pulite nella serie '1992'

"É stato fatto un lavoro monumentale di documentazione ma il lavoro più prezioso è stato quello fatto dagli sceneggiatori per tenere fuori tutto quello che si è detto di Mani Pulite nei 20 anni successivi e tutelare nel racconto la realtà dell'epoca, con lo stupore di fronte alla prima grande inchiesta sui vertici politici ed imprenditoriali e la speranza di cambiamento". A parlare così è Stefano Accorsi, ideatore e interprete di '1992', la serie che racconta tra fiction e realtà l'inchiesta di Mani Pulite e la fine della Prima Repubblica, che va in onda da domani su Sky Atlantic (2 episodi ogni martedì in prime time per 5 settimane). "L'idea di questa serie è nata nel 2011, pensando al fatto che erano passati quasi vent'anni da quegli avvenimenti senza che nessuno li avesse raccontati in tv", aggiunge l'attore.

E il racconto di Mani Pulite non poteva che partire dal 17 febbraio 1992, giorno del primo arresto della maxi-inchiesta, quello di Mario Chiesa. Al centro della narrazione sei persone comuni la cui vita si intreccia con il terremoto politico, civile e sociale innescato dalla maxi-inchiesta. "Abbiamo creato -spiegano gli sceneggiatori Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo e Alessandro Fabbri- sei personaggi di finzione che si muovono accanto a quelli reali. L'aver spostato il punto di vista dai personaggi reali a quelli di finzione ci ha permesso grande libertà nel racconto delle aree illegali del potere e anche la possibilità di raccontare dei personaggi ambigui, che non sono né buoni né cattivi, sfaccettati, messi di fronte a dilemmi etici non facili. Per farlo abbiamo costruito una sorta di romanzo storico in cui la storia da una parte è approcciata in maniera molto rigorosa dal punto di vista filologico dall'altro con uno spirito sufficientemente laico da tradire la storia dov'era necessario". Senza che questi 'tradimenti' si traducessero in potenziali azioni legali da parte di persone realmente esistite, le quali quando sono citate lo sono in relazione a fatti realmente accaduti o materiali di repertorio. "E infatti -spiega Lorenzo Mieli, produttore della serie con la sua Wildside- Mario Chiesa che, vedendo il trailer, aveva tentato di bloccare la messa in onda con un ricorso d'urgenza ex art. 700, ha poi ritirato il ricorso dopo aver visto la documentazione da noi presentata".

I sei personaggi di fantasia ma assolutamente credibili, protagonisti di '1992' sono: Leonardo Notte (Stefano Accorsi), un cinico ex autonomo in fuga da un passato poco chiaro, divenuto esperto di marketing e pubblicitario di successo che cerca di capire come evolverà il paese e i suoi consumi in seguito al terremoto di Tangentopoli (e sembra di intuire già dai primi episodi che da consulente di Pubblitalia sarà tra coloro che contribuiranno alla nascita di Forza Italia). Il poliziotto Luca Pastore (Domenico Diele), entra nel pool in cerca di giustizia contro uno spregiudicato industriale del quale è stato vittima, e qui incontra Rocco Venturi (Alessandro Roja) un altro agente di polizia che non è chi appare. Bibi Mainaghi (Tea Falco), è la figlia viziata di un ricco industriale, simbolo dell’imprenditoria collusa con la politica della Prima Repubblica; Veronica Castello (Miriam Leone), è una showgirl pronta a tutto pur di agguantare un ruolo da star in tv. Pietro Bosco (Guido Caprino) è un ex militare, segnato dalla Guerra in Iraq, che si trova catapultato alla Camera dei Deputati con la Lega Nord.

Accanto a loro i veri protagonisti o 'vittime' di Mani Pulite presentati nella serie, con i loro veri nomi e cognomi. Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo, Gherardo Colombo, Giovanni Falcone, ma anche il leader referendario Mario Segni, il leghista Formentini, Umberto Bossi, rivivono nell’interpretazione di attori che sullo sfondo ne riconsegnano i modi, il linguaggio, in alcuni casi persino le esatte frasi, oltre all’aspetto. É affidata ad un attore anche una breve interpretazione di Bettino Craxi mentre sullo sfondo appare anche Silvio Berlusconi ma solo con immagini di repertorio, con due suoi discorsi pubblici in cui parlò del futuro dell’Italia con una visione basata sull’ottimismo e sulla speranza.

La serie in 10 episodi, diretta da Giuseppe Gagliardi (“Tatanka”), è prodotta da Sky Atlantic in collaborazione con La7 e realizzata dalla Wildside di Lorenzo Mieli. Con un team di produzione che ha già generato diversi successi su Sky. "Ma questa -dice il vicepresidente di Sky Italia per l'area Cinema, Spettacolo e canali partner, Andrea Scrosati- è la prima serie completamente originale, che non nasce né da un romanzo né da un remake di un film". Una produzione che ha già recuperato "il 70% dei costi prima di andare in onda", dal momento che verrà trasmessa in contemporanea con l'Italia anche in Inghilterra, Germania, Irlanda e Austria ed è distribuita internazionalmente da BetaFilm, che l'ha già venduta in Spagna e in Francia, ad Hbo Europe e Hbo Nordic e presto dovrebbe perfezionare anche la vendita in Usa.

La serie ha richiesto 21 settimane di riprese per 109 giorni complessivi di set, un cast di 156 attori e oltre 3mila comparse coinvolte, con quasi 100 location utilizzate per ricostruire il racconto di quell’anno cruciale, tra cui spiccano il Parlamento, il Pirellone e Villa Fendi. Davvero accurata e quasi maniacale la ricostruzione di gusti, colori, abiti, stili di vita di quegli anni. "Il problema più grande che abbiamo avuto nella ricostruzione della Milano dell'epoca sono state le Smart, che abbiamo dovuto eliminare una ad una dalle riprese con il computer", sottolinea divertito il regista.

La serie '1992' è l'inizio di una trilogia che vedrà arrivare sui teleschermi anche '1993' e '1994', che racconteranno i successivi due anni di passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, con la quasi sparizione dallo scenario politico del Psi e della Dc e la nascita di un nuovo partito, Forza Italia, intorno alla figura di Silvio Berlusconi. Ma sull'approdo narrativo della serie, Scrosati conclude con una battuta: "Va bene che 'Striscia la notizia' ci ha abituati allo spoiler ma per adesso parliamo di 1992 senza anticipare le prossime".

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