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Al partigiano Gian Luigi Rondi la medaglia della Liberazione

Domani il critico cinematografico e saggista riceverà il riconoscimento per il suo contributo alla Liberazione dell'Italia dal nazifascismo

SPETTACOLO
Al partigiano Gian Luigi Rondi la medaglia della Liberazione

ROMA 12 APRILE 2012 PRESENTAZIONE DI " DAVID DI DONATELLO " IN ONDA IL 4 MAGGIO 2012 IN DIRETTA SU RAI MOVIE E IN DIFFERITA ALLE ORE 23,30 SU RAIUNO NELLA FOTO GIAN LUIGI RONDI FOTO RAVAGLI/INFOPHOTO

Gian Luigi Rondi - critico cinematografico, saggista e presidente dell’Accademia del Cinema Italiano - riceverà domani, alle 10 nella Casa Madre dei Mutilati e delle Vedove di Guerre a Roma, la 'Medaglia della Liberazione', riconoscimento voluto dalle Associazioni combattentistiche partigiane nazionali che il Governo della Repubblica ha concesso come simbolo di gratitudine verso le partigiane e i partigiani viventi, in occasione delle celebrazioni per il 70° Anniversario della Liberazione.

In occasione del conferimento di questo riconoscimento, assegnatogli dal ministro della Difesa Roberta Pinotti e consegnatogli dall’onorevole Giovanni Bianchi, presidente nazionale dell’Associazione Partigiani Cristiani, Gian Luigi Rondi ha detto: "Sono sempre felice tutte le volte che posso evocare gli anni migliori della mia vita, quando in odio al nazifascismo ho servito nei modi in cui mi veniva richiesto la causa della liberazione del nostro Paese".

Nell'agosto scorso, alla Mostra del Cinema di Venezia, venne presentato per Venezia Classici, il doc 'Gian Luigi Rondi - Vita cinema passione', firmato dal regista Giorgio Treves, un'ottima occasione, il doc e la presentazione dello stesso, per "togliersi qualche sassolino dalle scarpe", come disse Rondi, il decano dei critici cinematografici italiani (classe 1921), in servizio permanente effettivo dal 1945: "Spesso i colleghi, in questi anni recenti, mi hanno definito un critico di destra, questo perché scrivo per un giornale ('Il Tempo', ndr) considerato di centro o di destra. Mi domando perché -affermò il critico- non ricordare il mio essere stato partigiano con il Movimento dei Cattolici Comunisti?! Io non lo avevo mai fatto prima perché per me la vita partigiana è stata una cosa seria e non volevo usarla come un ombrello".

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