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Il Teatro alla Scala porta Verdi al Bol'soj di Mosca

Dal 10 al 16 settembre 2016 tre recite di Simon Boccanegra diretto da Myung-Whun Chung

SPETTACOLO
Il Teatro alla Scala porta Verdi al Bol'soj di Mosca

Dal 10 al 16 settembre il Teatro alla Scala tornerà a Mosca per sei serate al Teatro Bol’šoj sotto l’egida del Festival Open Arts “Bosco di Ciliegi”. Il 10, 13 e 16 settembre il Maestro Myung-Whun Chung dirigerà Simon Boccanegra di Verdi con Leo Nucci, Carmen Giannattasio, Fabio Sartori e Mikhail Petrenko nei ruoli principali e il Coro diretto da Bruno Casoni. L’allestimento di Federico Tiezzi, con le scene di Pier Paolo Bisleri e i costumi di Giovanna Buzzi, è tornato al Piermarini dal 18 giugno con grande successo. Si tratta di un titolo dal particolare valore simbolico per una tournée internazionale per i valori di pace e fratellanza di cui è portatore.

L’11 e il 14 settembre il Coro e l’Orchestra della Scala, diretti da Riccardo Chailly, eseguiranno la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, solisti Maria José Siri, Daniela Barcellona, Francesco Meli e Dmitri Beloselskiy. Il 15 settembre sarà protagonista con Riccardo Chailly la Filarmonica della Scala, in un concerto dedicato al sinfonismo italiano con musiche di Cherubini, Rossini e Verdi.

Il Teatro Bol’soj e il Teatro alla Scala hanno un rapporto consolidato di scambi culturali, unico nel suo genere per rilevanza, dimensione e regolarità, che è ormai una tradizione e ha rappresentato un punto fermo nelle relazioni tra i due Paesi: dal 1964 si sono svolte 8 tournée della Scala a Mosca (83 aperture di sipario, 60 d’opera, 12 di balletto e 11 concerti) e 7 tournée del Bol’soj a Milano.

Dal momento della sua fondazione il Festival Open Arts "Chereshnevy Les" ha spesso presentato al pubblico russo l’arte italiana, valorizzando la cultura italiana e il suo contributo al patrimonio mondiale. Nel corso degli anni il programma del festival si è pregiato della presenza della prima ballerina Carla Fracci, di grandi del cinema e del teatro italiano come Franco Zeffirelli e Tonino Guerra, del designer e stilista di notorietà mondiale Roberto Capucci, del famoso direttore d’orchestra Riccardo Muti e molte altre personalità.

Nei cartelloni del festival un posto di primo piano è stato riservato alle mostre su grandi italiani come Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli, Parmigianino e Amedeo Modigliani. La storia di "Chereshnevy Les" annovera anche eventi che hanno avuto luogo in terra italiana – l’inaugurazione del monumento bronzeo "La barca di Dante" davanti all’isola di San Michele a Venezia, la mostra del paesaggista Sil’vestr Ščedrin e il concerto di Yuri Bashmet a Sorrento. Anche la collaborazione del festival con il Teatro Bol’šoi conta già alcuni progetti di successo – basti ricordare le prime del balletto del Teatro dell’Opera di Roma, il balletto Illusioni perdute di Alexei Ratmansky e le prime a Mosca degli spettacoli del Teatro di Boris Eifman di San Pietroburgo.

Per Vladimir Urin, Sovrintendente del Teatro Bol’šoj, “pluriennali rapporti di amicizia legano il Bol’šoj e la Scala. Vorrei davvero che questi contatti continuassero. Nelle nuove condizioni economiche, in cui è tanto più difficile trovare finanziamenti che garantiscano tali scambi, io sono felice che nella persona dell’Emporio Gum abbiamo trovato un partner affidabile sempre pronto a sostenere le tournée della Scala a Mosca, come anche altri interessanti progetti del Bol’šoj”.

Alexander Pereira, Sovrintendente del Teatro alla Scala afferma che “il legame tra La Scala e il Bol’šoj si è consolidato nel corso dei decenni attraverso scambi culturali di altissimo livello. Per questo siamo oggi particolarmente orgogliosi di portare a Mosca sei serate dedicate a Giuseppe Verdi con il Direttore Musicale Riccardo Chailly, che dirigerà il Requiem anche alla Scala, e Myung-Whun Chung, che ha in Verdi un autore d’elezione. Il nostro ringraziamento va alla Direzione del Teatro Bol’šoj, al Festival Open Arts Giardino di Ciliegi e ai Magazzini Gum che hanno reso possibile questa nuova tournée scaligera in Russia. Sono veramente felice di aver trovato in Mikhail Kusnirovich un nuovo appassionato amico della Scala”.

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