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Pappano: "'Fidelio' è una sfida per rendere possibile l'impossibile"

SPETTACOLO
Pappano: 'Fidelio' è una sfida per rendere possibile l'impossibile

Antonio Pappano con il tenore Simon O'Neill (foto Musacchio & Ianniello)

"Inaugurare la stagione con 'Fidelio' è una sfida. E' un'utopia musicale dove anche la scrittura vocale è impossibile. Ma se riusciremo a rendere la profondità del messaggio beethoveniano, allora potremo dire di avere fatto la scelta giusta". Antonio Pappano parla così del 'Fidelio' di Ludwig van Beethoven, l'opera che dirigerà giovedì 20 alle 19,30 nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica di Roma (repliche sabato 22 alle 18 e lunedì 24 alle 20,30), in forma di concerto, per l'apertura della stagione sinfonica 2016-2017 dell'Accademia di Santa Cecilia.

Perché 'Fidelio'? "Perché inaugurare la stagione con un'opera è tradizione di Santa Cecilia e gli abbonati ce lo chiedono - spiega il presidente-sovrintendente della Fondazione, Michele dall'Ongaro - Perché continua il viaggio dell'Accademia nella musica di Beethoven e perché eseguire un'opera fa bene al coro e all'orchestra".

Un'opera difficile come 'Fidelio', che Pappano ha già diretto una volta ma sulla quale è voluto tornare. "Cinquant'anni fa si metteva spesso in scena, ma adesso si vede abbastanza poco nei teatri per la sua complessità: serve un cast eccellente, molte prove e le risorse di un teatro per la messa in scena, anche se per un regista è molto difficile in quanto succede molto poco, ma si riflette parecchio" dice il direttore musicale di Santa Cecilia, sottolineando che con 'Fidelio' Beethoven "fa un teatro molto affascinante ma con poco spettacolo".

Secondo Pappano, Beethoven si affronta "tenendo presente quello che è giusto, soprattutto in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo. Era un compositore pervaso da un alto senso della moralità, e nel 'Fidelio' ha scavato nel rapporto tra marito e moglie. Lui, che non si è mai sposato, aveva un ideale altissimo della donna e dell'amore coniugale con il quale dobbiamo confrontarci. E' un inno all'amore e alla libertà".

Il direttore anglo-italiano parla anche delle difficoltà che un'orchestra italiana affronta nel suonare sulle parole in tedesco, "un grande training - dice - che allarga la visione" delle compagini ceciliane che, secondo Pappano "hanno fatto un salto qualitativo percepibile con un senso di autoresponsabilità, soprattutto dopo le ultime tournée, diventato parte del Dna" dell'Orchestra e del Coro dell'Accademia.

Il 'Fidelio' sarà eseguito "con le parti parlate ridotte (il capolavoro di Beethoven è un Singspiel, una forma di teatro musicale con i recitativi parlati, ndr) e con l'esecuzione dell'ouverture Leonora III nel secondo atto, subito dopo il duetto tra Leonora e Florestano. Beethoven ha scritto quattro versioni di questa ouverture e la Leonora III è davvero una sintesi che racconta in profondità quello che succede nell'opera", spiega Pappano.

A dar voce all’unica opera scritta dal compositore tedesco, un cast con nomi del calibro di Simon O’Neill (Florestan), Rachel Willis-Sørensen (Leonore), Günther Groissböck (Rocco), Amanda Forsythe (Marzelline), Sebastian Holecek (Don Pizarro), Maximilian Schmitt (Jaquino), Julian Kim (Don Fernando). Maestro del Coro, Ciro Visco.

Al 'Fidelio' si ispira infine il progetto dell'Accademia di Santa Cecilia realizzato in collaborazione con il ministero della Giustizia. "Un programma - spiega dall'Ongaro - che prevede una serie di attività musicali dedicate ai detenuti e ai loro figli", con laboratori per i familiari dei detenuti, la formazione di cori nelle case circondariali e percorsi di ascolto della musica, attraverso una serie di incontri e recital appositamente pensati ed elaborati, ai quali parteciperanno figure di spicco del panorama internazionale e artisti di Santa Cecilia.

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