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Italia alla riscossa alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia

SPETTACOLO
Italia alla riscossa alla 74esima Mostra del Cinema di Venezia

(AdnKronos/Cinematografo.it) - Era dal 2010 – l’edizione della Mostra la 67esima, la penultima diretta da Marco Müller – che il nostro cinema non portava più di tre registi in gara per il Leone d’Oro. Con la 74esima edizione del Festival, che prende il via stasera con la proiezione di 'Rosita' di Lubitsch, di fatto è la prima volta nel secondo mandato da direttore di Alberto Barbera (capitò solo nel 2000, nel secondo anno del primo mandato) che l’Italia riesce a piazzare quattro film nella sezione principale del Festival.

In concorso infatti ci sono 'The Leisure Seeker' di Paolo Virzì (primo film girato e ambientato oltreoceano dal regista livornese, con Donald Sutherland e Helen Mirren), 'Ammore e malavita' dei Manetti Bros. (che dopo 'Song’e Napule' alzano il tiro e realizzano un’irresistibile crime story in salsa neomelodica), 'Hannah' di Andrea Pallaoro (talento classe ’82 ormai emigrato negli States da anni, già conosciuto a livello internazionale grazie all’opera prima Medeas, vedi l’intervista a pag. 30) e 'Una famiglia' di Sebastiano Riso, che chiede a Micaela Ramazzotti di vestire i panni di una donna, il cui disperato desiderio di famiglia la porterà ad affiancare il suo compagno in un progetto spaventoso.

Ma la truppa italiana non finisce qui: altri 4 in Orizzonti, dall’apertura di Susanna Nicchiarelli, ('Nico', 1988) a 'La vita in comune' di Edoardo Winspeare, passando per l’animazione 'Gatta Cenerentola' (girato a otto mani, da Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone) e l’opera prima di Cosimo Gomez, 'Brutti e cattivi' (titolo che chiaramente omaggia il capolavoro di Scola), incentrato sulle scorribande di un clan formato da disabili, con Claudio Santamaria e Marco D’Amore: dopo 'Lo chiamavano Jeeg Robot' (lisciato due anni fa da Venezia) un altro piccolo, grande cult?

"Negli anni passati – ha spiegato Barbera – mi sono spesso lamentato delle troppe produzioni italiane, dove un eccesso di quantità limitava la qualità. Questa volta, invece, la qualità è tanta e per la prima volta dopo molto tempo ci siamo trovati di fronte a tanti film interessanti, soprattutto a molti giovani autori che provano a uscire dai soliti schemi, con modelli capaci di confrontarsi con il cinema internazionale. Un fenomeno molto importante, che coinvolge sia il cinema d’autore che quello di genere".

Fenomeno che porta 11 lungometraggi, 9 documentari, 1 mediometraggio, 4 cortometraggi e una serie tv ('Suburra', la prima produzione italiana targata Netflix), ad animare questa 74esima Mostra, ancora una volta – almeno sulla carta, poi ci sarà modo di giudicarlo vedendo i film – capace di intercettare i flussi (sì, c’è anche 'Human Flow' di Ai Weiwei, doc sulle migrazioni di cui già si dicono meraviglie…) della cinematografia internazionale, portando in concorso ben 15 (su 21) registi che mai avevano gareggiato per il Leone d’Oro.

L’aspetto celebrativo che ogni grande Festival giustamente detiene quest’anno porta Venezia a consegnare il Leone d’Oro alla carriera a due mostri sacri come Robert Redford e Jane Fonda. Quest’ultima, da sempre in prima linea a battagliare per diritti civili e femminismo, sorta di nume tutelare della nutritissima truppa di dive (internazionali e italiane) che animeranno i giorni della Mostra.

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