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Giletti: "Non è l'Arena e io non sono più lo stesso"

SPETTACOLO
Giletti: Non è l'Arena e io non sono più lo stesso

di Antonella Nesi

Quando ricorda che dopo la rottura con la Rai e di fronte ad un futuro incerto tutta la sua squadra gli ha assicurato che sarebbe rimasta con lui, non riesce a trattenere le lacrime ed è costretto a cedere il microfono al 'suo' nuovo direttore Andrea Salerno. Massimo Giletti presenta in un'affollatissima conferenza stampa al MAXXI di Roma 'Non è l'Arena', il programma di approfondimento informativo che lo vedrà da domenica in onda nel prime time di La7, dopo la separazione da Viale Mazzini in seguito alla cancellazione dal palinsesto autunnale dell''Arena', il programma che andava in onda nella prima parte del pomeriggio domenicale su Rai1. "Perché 'Non è l'Arena'? Perché io non sono più lo stesso dopo la tempesta umana e professionale che ho attraversato".

Il giornalista prova ora a mettersi alle spalle l'amarezza: "Il passato è passato - dice - ho detto provocatoriamente che andavo in onda la domenica per andare contro Fazio, era per fare titolo, anche perché abbiamo un budget che è un quinto del suo, non possiamo contrastarlo". Giletti dice anche di aver parlato con Fabio Fazio e di non credere "che abbia chiesto lui di chiudere l'Arena". Poi però si scalda di nuovo, incalzato dalle domande dei cronisti: "Il problema - afferma - non è 'Giletti sì, Giletti no' ma la normalizzazione della domenica, la normalizzazione dell'informazione. È il non capire che Massimo Giletti e Milena Gabanelli hanno una dignità. Non si può proporre di fare solo varietà ad uno che fa 4 milioni di pomeriggio con l'informazione". E ancora: "La nuova 'Domenica In'? Il problema non sono le sorelle Parodi ma il fare polpette e frittelle al posto dell'informazione".

Quando gli chiedono se la scelta di andare in onda proprio la domenica non sia stata dettata da un desiderio di 'vendetta' proprio contro Fazio e gli si fa notare che ora potrebbe essere 'Non è l'Arena' a creare dei problemi agli ascolti di 'Che Tempo Che Fa', Giletti si toglie un altro sassolino dalla scarpa: "Lui ha quattro anni garantiti da un contratto milionario. In effetti forse, col senno di poi, era meglio avermi alle 14 su Rai1 che di fianco su La7...".

La collocazione domenicale, in realtà - spiega pragmatico il direttore di La7, Andrea Salerno - "risponde ad una pura tattica televisiva: inizialmente avevamo ipotizzato il mercoledì e casualmente Rai1 ha deciso di mettere in campo proprio quel giorno Montalbano. Così abbiamo pensato che l'unico giorno in cui non potevamo cambiare programmazione e controprogrammare era la domenica, che in qualche modo ci faceva trovare anche una quadra emotiva rispetto a Giletti. Tutto tornava".

Anche se Giletti sa che non sarà una passeggiata: "La domenica è una giornata spenta su La7, lo share della rete è tra 1,6% e 1,7%. Proveremo ad andare alla conquista del West e tutto quello che arriverà di più ci farà felici". Salerno invece dice di non preoccuparsi tanto degli ascolti quanto di "portare in tv un programma all'altezza della sfida: perché se un programma è forte poi la strada la trova", anche quella del West.

Nella prima puntata, incentrata in gran parte sul caso Tulliani, a dare man forte all'esordio di Giletti su La7 ci sarà, in una forma ancora non svelata, anche Fiorello (che d'altronde aveva fatto un'incursione telefonica anche nella prima puntata di Fazio su Rai1): "Fiorello si è rivelato un vero amico - dice Giletti - ci farà una sorpresa, così come è stata coraggiosa Maria De Filippi che mi ha invitato per sabato a 'Tu Si Que Vales' su una rete di un gruppo che magari mi avrebbe voluto lì invece che su La7. Diciamo che in questa vicenda ho visto qualche voltafaccia ma ho ritrovato tanti amici".

Infine, qualcuno chiede a Giletti se non tema proteste per la citazione di un programma nato in Rai (L'Arena) nel titolo del nuovo programma di La7: "Per ora non è successo niente. Poi magari protesteranno, anche se quel titolo l'abbiamo inventato io e Federico Moccia. Ma io non l'ho mai registrato, a differenza di altri colleghi che registrano i titoli e poi se li fanno pagare... Sono fatto così. Anche con le sigle non ho mai fatto il giochino di farmi confezionare un brano originale per incassare la Siae. Io ho usato dei bellissimi brani di Vasco Rossi e la Siae la prende lui". "Ma la verità sul titolo - confessa Salerno - è che ci piaceva lo sberleffo".

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