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Morandi: "Ho ancora voglia di cantare 'D'amore d'autore'"

SPETTACOLO
Morandi: Ho ancora voglia di cantare 'D'amore d'autore'

di Antonella Nesi

L’altro giorno mia moglie mi ha chiesto: 'quanto vuoi cantare ancora?' 'Finché ce la faccio', le ho risposto. 'E poi Mick Jagger è più vecchio di me'… Ho chiesto solo ad Anna di avvertirmi un minuto prima che io diventi patetico. Ed eccomi qui a presentare il mio quarantesimo album”. È un Gianni Morandi autoironico e in forma smagliante quello che presenta nel Teatro Gerolamo di Milano il suo 'D'amore d'autore', l’album numero 40 del cantante di Monghidoro che esce domani e contiene 8 inediti scritti per lui da altrettanti cantautori, oltre alla cover di ‘Onda su onda’ di Paolo Conte, cantata in duetto con Fiorella Mannoia.

"Finito il bellissimo tour con Baglioni mi sono chiesto cosa avrei voluto fare. E Ferdinando Salzano (il patron di F&P, ndr.) mi ha suggerito di fare un tour da solo. Ma mi sembrava giusto avere dei brani nuovi da far ascoltare. Così abbiamo pensato di chiedere dei pezzi a degli autori con cui non avevo mai lavorato. Abbiamo pensato a Ligabue, che dopo un poco mi ha mandato due pezzi: li abbiamo provati nel suo studio di Correggio e abbiamo deciso di incidere 'Dobbiamo fare luce': da questo pezzo, che poi è diventato anche il primo singolo dell’album, è iniziato il viaggio di questo album".

Sì, perché dopo Ligabue, Morandi ha coinvolto Ivano Fossati (“l’unico presente in questo album con cui avevo già lavorato”), Tommaso Paradiso dei The Giornalisti, Levante, Giuliano Sangiorgi, Elisa, Paolo Simoni ed Ermal Meta, chiedendo a tutti di scrivere dei pezzi che raccontassero 'il loro modo di vedere l'amore'. Di qui il titolo 'D'amore d'autore'. "Mi piace ancora cantare d'amore, perché senza amore si sta male, a 20 anni come a 70", dice Gianni.

A produrre ed arrangiare l'album Morandi ha voluto uno dei più stretti collaboratori di Ligabue, Luciano Luisi, che ammette di aver lavorato “con grande naturalezza, assecondando le atmosfere suggerite dai singoli pezzi, senza voler imporre uno stile unico a tutto il disco. Solo un sound coerente”. Così si va dalla melodia più tradizionale al rock con sfumature elettroniche, ad atmosfere più blues.

La conferenza stampa si trasforma in uno show (con Gianni che non si risparmia e accenna ogni singola canzone del disco) a tratti esilarante, quando l’eterno ragazzo (“eterno ragazzo un ca…”, scherza riferendosi ai 73 anni che compirà l’11 dicembre) racconta alcuni aneddoti delle proposte arrivategli dai colleghi per l’album: “Paradiso ad un certo punto mi manda un pezzo ‘Amore indiano’, che raccontava di due ragazzi indiani, con lui che lavorara in un call center… l’ho chiamato, gli ho ricordato che avevo 70 anni… mi ha detto che si era sbagliato e mi ha mandato dopo poco un pezzo bellissimo ‘E’ una vita che ti sogno’”.

Così, tra diverse proposte inadatte e molte buone (“ho pezzi per un altro album, perché io per ora non faccio come Al Bano, all’addio alle scene non ci penso proprio”, chiarisce ridendo) l’album si è andato componendo velocemente: c’è ‘Ultreleggero’ di Fossati che apre il disco, poi il pezzo di Ligabue già in radio da diverse settimane, quello di Tommaso Paradiso, ‘Mediterraneo’ di Levante (“le ho detto che la vedevo molto sensuale e mediterranea e lei mi ha scritto questo pezzo”), ‘Che meraviglia che sei’ di Sangiorgi (“eccellente sia come autore che come interprete, la sua ‘Meraviglioso’ di Modugno mi mette i brividi”), ‘Se ti sembra poco’ di Elisa (“autrice molto originale dall’intensità emotiva non comune”), ‘Lettera’ di Paolo Simoni (“me lo ha fatto conoscere Dalla che lo stimava molto e per me ha scritto una lettera d’amore vergata a penna, dal sapore antico e romagnolo”) e ‘Un solo abbraccio’ di Ermal Meta (“mi piace pensare che questo titolo gli sia venuto in mente leggendo i commenti sulla mia pagina Facebook, che concludo sempre con ‘un abbraccio’…”).

Morandi ha cantato dei pezzi che sentiva di potere fare suoi “anche se con alcune metriche ho fatto un po’ fatica”. “Oltre alla parola amore – sottolinea - c’è la corsa che è presente in ben tre pezzi: evidentemente i colleghi scrivendo per me hanno pensato anche al Morandi maratoneta”.

Con una carriera in cui è passato con successo dalla musica, al cinema, alla tv (Canale 5 e Lux Vide lo stanno corteggiando per la seconda serie della fiction ‘L’isola di Pietro’), Morandi del ‘caso Weinstein’ dice: “Non so nel cinema ma nella musica non credo siano molto diffusi certi atteggiamenti, anche perché è un settore in cui la raccomandazione lascia il tempo che trova. Se non hai talento non puoi funzionare”, dice. Quanto al Sanremo di Claudio Baglioni, dice: “Claudio è uno straordinario professionista, farà un bel festival, non ha bisogno di consigli. Andarlo a trovare? Non credo che abbia già pensato agli ospiti e poi siamo già stati visti insieme ultimamente con ‘Capitani Coraggiosi’ quindi non so…”.

Una cosa però è certa: dal 24 febbraio Gianni Morandi partirà per un tour nel palazzetti dello sport di tutta Italia che durerà fino a fine marzo.

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