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ICity Rate, da città italiane sfida verso il 2030 per sviluppo

DATI
ICity Rate, da città italiane sfida verso il 2030 per sviluppo

Parte la sfida delle città italiane verso il 2030 per uno sviluppo sostenibile. In Italia 4,6 milioni di persone vivono in situazioni di povertà assoluta, 15 ragazzi su 100 smettono di studiare dopo la licenza media e 9 persone su 100 versano in situazioni di sovraffollamento abitativo. E ancora: la qualità dell’aria è stata responsabile lo scorso anno di circa 60mila morti premature e 50mila persone vivono in comuni capoluogo con elevato rischio di inondazione. Numeri che dovranno cambiare nei prossimi anni: è infatti partita la sfida per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall'Onu al 2030.

Milano è tra le prime città a raccoglierla, con le migliori performance a livello nazionale per produttività, numero di imprese green, offerta di trasposto pubblico locale. Mentre deve ancora lavorare molto sui settori ambiente e legalità. I dati emergono dal rapporto ICity Rate, la ricerca realizzata da FPA, che quest’anno affiancherà alla tradizionale graduatoria delle smart cities italiane un’analisi sul posizionamento dei comuni capoluogo rispetto ai grandi obiettivi della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile.

"Oggi non possiamo parlare di smart city - commenta Gianni Dominici, direttore generale di FPA- senza parlare di sostenibilità: gli obiettivi posti dall’Onu sono tanto ambiziosi quanto ineludibili e su molti di questi target le città giocano un ruolo centrale, essendo il livello territoriale nel quale più si addensano i problemi di natura sociale ed economica, ma anche il luogo in cui trovare le competenze e le risorse per risolverli".

In primo piano tra gli indicatori di mobilità sostenibile, il trasporto pubblico locale: l’offerta di posti-km tpl pro-capite è in peggioramento in tutto il Paese. Il comune di Milano è quello che se la cava meglio, al primo posto (14,7), seguito da Venezia (11,1). Milano è leader anche per dotazione di veicoli in sharing, sia automobili (351) che biciclette (4.650), servizi che mancano ancora in molte città (car sharing a postazione fissa presente solo in 24 Comuni capoluogo e bike sharing in 60). Per le zone a traffico limitato Milano è preceduta da Bergamo, prima in Italia con 14,3 km2 di Ztl.

Il valore limite giornaliero del PM10 è stato superato in 45 aree urbane (dati Ispra 2015). Le situazioni più critiche si sono verificate a Frosinone, Pavia, Vicenza, Milano e Torino, mentre le città 'virtuose' sono Livorno, Siena, La Spezia, Bolzano, Macerata, Trapani, Sassari. Le città che consumano più energia elettrica (dati Terna) sono Cagliari, Sassari e Oristano e Aosta (oltre 1.200 kwh per abitante), le più attente a evitare sprechi sono Matera, Trento, Andria, Foggia e Terni (non si superano gli 870 kwh per abitante).

I comuni capoluogo si caratterizzano per valori di produzione pro capite di rifiuti generalmente superiori alla media nazionale (488 kg-abitante per anno) e contribuiscono per quasi il 29% al totale della raccolta differenziata nazionale. Treviso, Pordenone, Mantova, Belluno e Trento raccolgono in differenziata oltre il 70% dei rifiuti urbani; al contrario a Isernia, Messina, Siracusa, Palermo e Enna si differenzia meno del 10% dei rifiuti. Sempre secondo la ricerca, nei comuni capoluogo vive il 7,2% di chi non dispone delle risorse primarie per il proprio sostentamento; Roma e le città del Sud registrano tassi di contribuenti che dichiarano un reddito inferiore a 10.000 euro nel 2015 molto più alti della media. Critici i livelli di abbandono scolastico a Caltanissetta (41,7%), Palermo (40,1%), Catania (38,6%) e Prato (38,5%), mentre le città con minore dispersione scolastica sono Benevento (14,3%), Frosinone (15,1%), Ancona (15,5%), Perugia (17,8%) e Isernia (17,9%).

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