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A volte ritornano, il piumino ora si porta couture

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A volte ritornano, il piumino ora si porta couture

Alcune delle proposte per l'autunno-inverno 2016/2017. Da sinistra Alexander McQueen, Chanel e Louis Vuitton (Afp)

Negli anni '80 era prerogativa dei paninari, che sfoggiavano i loro Moncler e Ciesse coloratissimi in centro città, o in alternativa sulle piste da sci, dove attirava l'attenzione anche delle borghesi più snob che a morbidi (ma scomodi) velli preferivano tessuti più cocoon. Quando le temperature scendono in picchiata, il piumino diventa il capo più adatto a prendere il posto del cappotto, trasformandosi nel pezzo feticcio del guardaroba invernale. Ed è proprio alla sua silhouette singolare e superimbottita che si rifanno gli stilisti per le collezioni 2016/2017, con forme e tagli ispirati all'alta moda.

Merito (e onore) del georgiano Demna Gvasalia, stilista 35enne da due stagioni designer condottiero di Balenciaga, che ha rispolverato il piumino in chiave couture reinterpretandolo con volumi scultorei e tagli sartoriali. Più una giacca taylor made che un copricapo 'da battaglia', come è considerato comunemente il piumino, in pochi avrebbero scommesso in un suo comeback e invece, complice la passerella di Balenciaga, sono tanti i designer che hanno deciso di cedere alle sue lusinghe.

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Una foto pubblicata da Balenciaga (@balenciaga) in data:

A ridare smalto al piumino anche le imbottiture senza piume d'oca di Stella McCartney e i modelli stile preppy di Carven, o ancora Lacoste, paladino del piumino con la sua versione extralarge ed extralong, Blumarine, Acne studios e Chanel. E se ieri il copricapo veniva bollato come un passo falso di stile, da relegare solo alla montagna o, in alternativa, a grigie giornate di pioggia, oggi è diventato un vero must grazie alla sua riabilitazione sulle pedane internazionali. La formula Balenciaga, portata con il collo reclinato, silhouette informe e tinto di rosso sembra il punto di partenza per abbandonarsi alla sua anima calda.

E pensare che sono passati oltre 60 anni da quando René Ramillon, artigiano specializzato in articoli da montagna, decide di fondare Moncler, acronimo di Monestier de Clermont, località nei pressi di Grenoble, dove l'azienda nasce. Nel 1954 Ramillon ha l'idea geniale di creare delle giacche con piume d'oca, declinazione dei sacchi a pelo imbottiti indossati dai suoi operai sopra la tuta da lavoro per ripararsi dal freddo nello stabilimento di montagna.

Il colpo di genio si deve tuttavia a Lionel Terray, amico di Ramillon e habitué dell'atelier che nota i piumini e grazie alla sua consulenza permette a Moncler di mettere a punto la prima linea pensata per l'alpinismo d'alta quota. Dalla montagna alla città il passo è breve. Nel 1968 l'etichetta diventa fornitrice ufficiale della nazionale francese di sci alpino, durante i Giochi olimpici invernali di Grenoble, dando inizio alla 'rivoluzione trapuntata'.

Verniciate, negli anni '80 le impunture di Moncler impazzano anche in città: nel 2003 Remo Ruffini acquista il brand, diventando così 'l'uomo del piumino'. Qualche anno più tardi aprono i primi monomarca, si moltiplicano le collaborazioni con designer e personalità: Junya Watanabe, Pharrell Williams sono solo due dei nomi che reinterpretano il celebre piumino. Parallelamente nascono le linee di haute couture Moncler Gamme Rouge, disegnata da Giambattista Valli e Moncler Gamme Bleu, dedicata all'active sportswear e affidata allo statunitense Thom Browne.

Democratizzato e sdoganato in passerella anche grazie a Moncler, oggi il piumino sembra aver perso la sua connotazione sportiva, diventando più leggero e versatile. Chi cerca quello più cool di stagione dovrà puntare su volumi, scolli e orli scolpiti, meglio se in technicolor. I modelli più gettonati, ispirati all'universo dell'alta moda, arrivano a metà vita, ma la lunghezza dovrebbe essere sempre proporzionata al corpo.

La versione over piace in tinte forti come il rosso lacca, il rosa bubble gum o lo zafferano, ma tra i più desiderati rientrano il bianco ottico e il bianco ghiaccio (come il modello trapuntato di Chanel). Meglio evitare stampe tropicali e grafismi eccessivi, e ricordare che sotto il piumino l'etichetta fashion richiede abbinamenti soft come pantaloni dritti e decolletté appuntite, che allungano la figura, scongiurando l'effetto pupazzo di neve. Siete esigenti? Provate con il velluto, oltre a essere chic è anche tra le tendenze di stagione.

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