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Ciambetti (Veneto), i fondi europei non sono la soluzione a tutto

L’assessore veneto agli Enti Locali: “Ma possono essere un mezzo per colmare il gap che ci divide dall’Europa”

ECONOMIA
Ciambetti (Veneto), i fondi europei non sono la soluzione a tutto

’’I fondi europei non hanno forza taumaturgica. Il loro valore reale deriva dalla capacità di spingere l’impresa e la classe dirigente, non solo quella politica, a imboccare la strada dell’innovazione, della ricerca e del confronto con le realtà socioeconomiche più avanzate. Devono servire a colmare il gap che ci divide dall’Europa’’.

Lo ha detto l’assessore al bilancio e agli Enti locali della Regione del Veneto Roberto Ciambetti a Bruxelles, facendo il punto sulle sfide presenti e future che attendono le Pmi e tutto il sistema veneto sul fronte dello sviluppo e della competitività, in un momento in cui si sta chiudendo la programmazione comunitaria 2007-2013 e ha ormai preso il via il nuovo settennato di programmazione.

L’occasione è stata quella della tavola rotonda ‘’Pmi: la sfida europea per vincere la crisi’’, promossa dalla sede di Bruxelles della Regione del Veneto, che ha messo a confronto funzionari europei e rappresentanti del mondo imprenditoriale sull’efficacia degli strumenti promossi dall’Unione a favore delle imprese.

All’incontro hanno partecipato Almorò Rubin De Cervin, funzionario della Commissione europea, Gianfranco Dell’Alba, direttore di Confindustria Bruxelles, Luca Serena, presidente di Coefi e vicepresidente di Confindustria Balcani, Fabrizio Di Clemente, direttore dell’ufficio di Bruxelles dell’Istituto Commercio estero e Gian Angelo Bellati, segretario generale di Unioncamere del Veneto.

‘’È sbagliato guardare ai fondi comunitari esclusivamente come a capitali da immettere nel mercato colpito da una gravissima crisi di liquidità - ha sottolineato l’assessore veneto, ponendo l’attenzione sulla necessità, per le imprese ma non solo, di concentrarsi sulle priorità dell’innovazione - I fondi europei non sono un aiuto all’impresa né tantomeno un sostegno all’impresa giunta a maturazione completa e avviata alla marginalizzazione, quanto un contributo all’imprenditore che cerca nuove sfide, che vuole ricollocare e rinnovare la linea produttiva’’.

Una prospettiva già messa in atto dalla Regione con i fondi Fesr nel Piano Operativo regionale 2007-2013: alla piccole e medie imprese sono stati destinati oltre 236 milioni di euro, pari al 51,69% della dotazione complessiva del programma. Fondi che hanno permesso di supportare, ad esempio, processi di trasferimento tecnologico e di sviluppo della ricerca interna alle imprese (con più di 23 milioni di euro stanziati) e a sostenere le nuove Pmi giovanili e a prevalenza femminile (con stanziamenti rispettivamente di oltre 17,8 milioni e 19,7 milioni di euro).

Per questo i fondi europei devono essere indirizzati ‘’a ciò che vuole essere nuovo, innovativo, che accetta la sfida dell’eco sostenibilità e di un modello di sviluppo rispettoso dei diritti dell’ambiente e del cittadino’’, ha concluso l’assessore, sottolineando come anche la politica debba ‘’comprendere la funzione della distribuzione di un dividendo sociale ben diverso dalla spesa pubblica finalizzata a creare e mantenere consenso alimentando il deficit pubblico’’.

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