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Crisi: Istat-Cnel, aumentano famiglie in poverta' assoluta

in tutta Italia ma al Sud percentuali piu' alte

ECONOMIA

La povertà aumenta in Italia. L'allarmante situazione emerge dal Rapporto Bes 2014, sul Benessere Equo e Sostenibile (Istat-Cnel) che segnala come nel 2012 le difficoltà economiche delle famiglie si siano accentuate. Dalla diminuzione del reddito reale disponibile e della ricchezza reale netta complessiva è derivato un calo della spesa per consumi e un aumento degli indicatori di povertà, soprattutto assoluta, e di deprivazione.

L'indicatore di povertà assoluta, basato sulla spesa per consumi nel 2012, mostra un aumento di ben 2,3 punti percentuali: la quota di persone che vivono in famiglie assolutamente povere passa dal 5,7% all'8% e aumenta in tutte le ripartizioni territoriali, dal 4% al 6,4% nel Nord, dal 4,1% al 5,7% nel Centro, dall'8,8% all'11,3% nel Mezzogiorno.

L'aumento, alquanto generalizzato, coinvolge in particolare le famiglie più ampie, quelle composte da coppie con tre o più figli, soprattutto se minori, le famiglie di monogenitori o con componenti aggregati. L'indicatore di grave deprivazione raggiunge il 14,5% nel 2012 ma registra un miglioramento nel 2013 scendendo al 12,5% per la diminuzione della quota di persone in famiglie che dichiarano di non poter sostenere spese impreviste, di non potersi permettere un pasto proteico adeguato ogni due giorni o di riscaldare adeguatamente l'abitazione. Nel 2013 inoltre, sembra leggermente diminuito il ricorso all'indebitamento, da cui si deduce che le famiglie hanno contratto i propri consumi per poter risparmiare o indebitarsi di meno.

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