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Alitalia-Etihad, al via il tavolo sugli esuberi. Adr: ''Nessuna ipotesi di ricollocazione da noi''

ECONOMIA
Alitalia-Etihad, al via il tavolo sugli esuberi. Adr: ''Nessuna ipotesi di ricollocazione da noi''

(Infophoto)

Con l'arrivo di Etihad, ''la compagnia sarà totalmente cambiata entro un anno''. E' questa la prospettiva indicata dall'amministratore delegato di Alitalia Gabriele Del Torchio, secondo quanto riferiscono fonti presenti all'incontro al ministero delle Infrastrutture tra governo, azienda e sindacati.

Del Torchio ha presentato il piano industriale con gli investimenti previsti fino al 2023. Sul tavolo della trattativa anche i 2.151 esuberi chiesti dalla compagna degli Emirati Arabi. "Lavoriamo per trovare la soluzione meno dolorosa e la ricollocazione in Adr è una delle ipotesi", ha spiegato Del Torchio prima dell'incontro con le associazioni professionali di piloti e assistenti di volo. "Mi auguro di chiudere venerdì ma è possibile anche domenica o lunedì", ha detto ancora.

Ma l'ipotesi di una ricollocazione degli esuberi viene seccamente smentita da Adr. "Nessuna ipotesi in tal senso è stata mai presa in considerazione", si legge in una nota dell'azienda che "comunque conferma il potenziamento della struttura organizzativa in coerenza con il piano di sviluppo e il miglioramento della qualità dell'aeroporto di Fiumicino". "L'azienda, inoltre, sottolinea che non intende attivare canali preferenziali e discriminatori di assunzione".

Lupi sugli esuberi: puntiamo sulla ricollocazione - Sul tavolo "c'è la richiesta di mobilità per 2.251 persone; non discutiamo di cig ma di mobilità", ha evidenziato il ministro delle Infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi. Esuberi, ha spiegato il ministro, che scaturiscono dalla indicazione dei nuovi livelli di organico, oltre 11mila, con il quale dovrà partire la nuova Alitalia. E uno degli strumenti sul tavolo è quello della ricollocazione di parte dei lavoratori in altre aziende. "Adesso - ha detto Lupi arrivando al ministero delle Infrastrutture - parliamo del merito; cerchiamo di capire come ricollocare il maggior numero di lavoratori in esubero. Dobbiamo tener conto del fatto che non stiamo più ragionando del perimetro di Alitalia ma di un perimetro esterno alla compagnia. Ad esempio se parte della manutenzione fosse riportata da Israele in Italia, questo consentirebbe la ricollocazione di circa 200 lavoratori". Tuttavia, ha avvertito il ministro "non bisogna creare facili illusioni parlando di esuberi zero".

La trattativa, ha sottolineato, va "assolutamente chiusa entro la settimana". "Credo - ha detto Lupi - che si debba assolutamente finire entro la settimana; ognuno si assume le sue responsabilità. E speriamo non si scelga il baratro. Quando arriva il ceo di Etihad Hogan, all'inizio della prossima settimana ci deve essere una risposta".

I sindacati - "Il governo deve darsi da fare - ha detto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni - deve lavorare per convincere le aziende ad assorbire il maggior numero di persone in esubero". Quanto alla deadline finale della trattativa, per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, "se non si finisce venerdì si può finire lunedì. Quello che è importante è che ora bisogna entrare nel merito". Anche per il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella, "ora si entra nel vivo e un accordo potrebbe arrivare tra venerdì e domenica".

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