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Scorie radioattive e sperimentazione animale, Ue bacchetta l'Italia

ECONOMIA
Scorie radioattive e sperimentazione animale, Ue bacchetta l'Italia

Manifestazione contro il nucleare (Immagine di archivio /FOTOGRAMMA)

Due nuove procedure di infrazione contro l'Italia da parte della Commissione europea: una per la gestione delle scorie radioattive e l'altra sulle limitazioni eccessive all'utilizzo degli animali per scopi scientifici.

COMBUSTIBILI RADIOATTIVI - Il Paese è stato messo in mora, il primo stadio della procedura di infrazione, dalla Dg Energia della Commissione, a causa del ritardo con cui il programma nazionale per l'attuazione della politica di gestione del combustibile esaurito e dei combustibili radioattivi è stato inviato alla Commissione europea (avrebbe dovuto essere trasmesso entro agosto 2015, ma è stato inviato solo a febbraio 2016).

La Commissione, inoltre, nutre dubbi sul testo del programma italiano, che non è ancora stato reso pubblico, ma presto, quando inizierà la fase di consultazione, dovrebbe essere reso noto (e dovrebbe contenere anche l'elenco dei possibili siti di stoccaggio).

La direttiva in questione è la 2011/70/Euratom che regola la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi. L'ente italiano interessato è il ministero dello Sviluppo Economico. Con le ultime decisioni, il conto delle infrazioni a carico dell'Italia scende da 83 a 80. Nel 2008 il nostro Paese ne collezionava 180.

UTILIZZO DEGLI ANIMALI - L'Italia è stata messa in mora perché la legge italiana, in particolare il decreto legislativo 26/2014, pone delle limitazioni eccessive all'utilizzo degli animali per scopi scientifici, rispetto a quanto viene consentito dalla direttiva 2010/63/Eu.

Le limitazioni, molto stringenti, sono state segnalate più volte alla Commissione dagli enti di ricerca italiani che, a causa delle restrizioni della legge, sono penalizzati rispetto agli enti di ricerca basati in altri Stati membri, dove i limiti alla sperimentazione sugli animali sono più ampi. La politica finora ha evitato di risolvere la questione, che suscita reazioni forti in larga parte dell'opinione pubblica, ma ora sarà costretta a farlo, se vuole evitare sanzioni.

Per risolvere la procedura ora sarà necessario rendere pienamente conforme l'ambito di applicazione della legge italiana con quanto previsto dalla direttiva Ue. La procedura di infrazione è regolata dall'articolo 258 del trattato sul funzionamento dell'Ue, che conferisce alla Commissione, custode dei trattati, il potere di agire in giudizio contro lo Stato membro che non rispetti gli obblighi derivanti dal diritto dell'Unione.

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