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Ricerca, Comi (FI): "Finalmente pari dignità in Ue per giovani italiani"

ECONOMIA
Ricerca, Comi (FI): Finalmente pari dignità in Ue per giovani italiani/Video

Lara Comi

"Ci rallegra apprendere finalmente che il ministro Giannini ed il Governo italiano si siano attivati. L'aver garantito -come comunicato dal Ministero- pari dignità a quei tanti giovani italiani ricercatori che, in base ad alcune normative di carattere europeo, rischiavano di essere esclusi dai finanziamenti messi in campo dal progetto Horizon 2020, il programma quadro Ue per il finanziamento in ricerca, è un fatto davvero importante". Interviene così Lara Comi, eurodeputato al Parlamento Europeo di Forza Italia, sull'annuncio della titolare del Miur, Stefania Giannini.

"Proprio per questo, già lo scorso febbraio, in qualità di eurodeputato al Parlamento Europeo e come vicepresidente del Partito Popolare Europeo con delega alle Politiche giovanili, -ricorda Comi- avevo interpellato il Commissario alla ricerca, scienza e innovazione Carlos Moedas, offrendo direttamente al Ministro Giannini in una lettera a lei indirizzata anche la soluzione tecnica per ovviare al problema emerso, non ricevendo peraltro mai alcun tipo di risposta". "Ora verificheremo con estrema attenzione che l'accordo annunciato dalla Giannini con la Commissione Europea si traduca presto in atti e provvedimenti utili ai nostri giovani ricercatori" assicura.

Entrando nel merito della condizione dei giovani ricercatori italiani, Comi sottolinea all'Adnkronos: "Le nostre Università sono di eccellenza ma il vero problema dei giovani ricercatori italiani è il dopo", quindi bisogna "creare le condizioni perchè possano scegliere di uscire dal Paese per rafforzare la formazione ma non per fuggire perchè da noi non c'è futuro per loro". E questo perchè, aggiunge l'eurodeputato, "un conto è la formazione ed un conto è il fenomeno della 'fuga dei cervelli'".

I ricercatori, osserva Comi, "non dovrebbero mai essere precari, in questa condizione non possono portare avanti progetti a lungo termine" mentre "la ricerca, le scoperte scientifiche, con le relative ricadute tecnologiche, sono il driver per lo sviluppo del Paese". Comi punta quindi l'attenzione sulla "valorizzazione del merito del ricercatore" che "nel nostro Paese manca", mentre "un ricercatore, con i suoi risultati, genera aumento di Pil più di quanto si possa pensare".

Sul piano Industria 4.0, Comi aggiunge ancora: "Ora si deve passare dalle parole ai fatti", perché il Piano del Governo Renzi "può avere successo solo se gli imprenditori italiani, e gli investitori stranieri, credono nel nostro Paese". "Servono quindi riforme per la crescita ed un taglio netto della burocrazia" indica.

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