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Vegas (Consob): "Italexit? Sarebbe uno choc"

ECONOMIA
Vegas (Consob): Italexit? Sarebbe uno choc

Giuseppe Vegas (Foto Fotogramma)

Il solo annuncio di un’uscita dell’Italia dall’euro e il ritorno a una valuta nazionale "provocherebbe, da parte degli investitori internazionali, un immediato deflusso di capitali, tale da mettere gravemente a repentaglio la capacità dell’Italia d rifinanziare il terzo debito pubblico del mondo. Italexit sarebbe anche uno choc per l’intera eurozona. Ne metterebbe a rischio la sopravvivenza".

Lo ha detto il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel suo ultimo discorso all’incontro annuale con il mercato a Piazza Affari a Milano. L’euro, ha continuato, "avrebbe potuto favorire, anche grazie all’effetto benefico della pressione del vincolo esterno, l’adozione di un modello virtuoso di sviluppo per il sistema produttivo italiano". In realtà "negli ultimi vent’anni il nostro sistema produttivo ha subito un’erosione di competitività nell’ordine del 30% rispetto alla Germania". La moneta unica "ha creato un ecosistema in cui la competitività può essere difesa e incrementata solo attraverso la leva dell’istruzione, dell’innovazione e delle riforme del quadro macroeconomico".

Il presidente della Consob ha sottolineato che "non ci sono scorciatoie facili. Da più parti viene prospettata l’uscita dall’euro come una pronta soluzione contro i mali che affliggono l’economia nazionale. Lo scenario Italexit metterebbe a repentaglio la stabilità, il buon funzionamento del sistema finanziario e la salvaguardia del mercato".

Riforme - Alcuni Paesi europei, fra cui l'Italia, non hanno colto a pieno l'opportunità di attuare le riforme per aumentare la propria competitività e stabilità concessa dalla Bce con la sua politica monetaria ultraespansiva, ha spiegato Vegas, aggiungendo che in Europa "solo gli interventi di una politica monetaria straordinariamente espansiva, praticata in questi anni dalla Banca centrale europea, hanno potuto controbilanciare gli squilibri intrinseci dell'eurozona. Con le sue scelte, la Bce ha contribuito in modo determinante a scongiurare il rischio di disgregazione dell'area" e "ha concesso tempo per attuare le riforme necessarie ad adattarci all'ambiente della moneta unica". Con queste misure la Bce "ha ridotto la pressione su quei Paesi, come il nostro, che più di altri avevano bisogno di recuperare terreno sul piano della competitività, della stabilità e della convergenza. Questa opportunità non è stata colta a pieno", ha detto Vegas.

Banche - Le banche italiane non dovrebbero svendere i crediti deteriorati in portafoglio, agendo senza fretta. Vegas ha spiegato che "la ristrutturazione del sistema bancario è resa più difficile dal carico dei crediti deteriorati. Le autorità europee premono per trovare una rapida soluzione. Ma la fretta potrebbe rivelarsi cattiva consigliera". L'impatto dei crediti deteriorati sui bilanci delle banche "si riduce quanto più si allunga l'orizzonte temporale della loro gestione. Per gli investitori specializzati l'operazione presenta margini di redditività, che salgono se aumenta la pressione a vendere. Un approccio oculato dovrebbe prevenire il rischio di svendita di questi asset".

Brexit - "La prospettiva della Brexit è per Milano un'ulteriore, straordinaria opportunità" e per sfruttarla bisogna intervenire sulle agevolazioni fiscali.

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