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Libero scambio, "no accordo Ue-Singapore senza Stati membri"

ECONOMIA
Libero scambio, no accordo Ue-Singapore senza Stati membri

(Fotogramma)

L'accordo di libero scambio tra Ue e Singapore non può, nella sua forma attuale, essere concluso dall'Unione Europea da sola, senza la partecipazione degli Stati membri. Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell'Ue, con un parere molto atteso, che riguarda l'accordo commerciale con Singapore del 2013 ma che ha una valenza più generale, poiché riguarda uno dei primi accordi di libero scambio 'di nuova generazione', cioè che contiene, oltre alle tradizionali disposizioni sulla riduzione dei dazi doganali e delle barriere non tariffarie, anche norme relative a vari campi, come la protezione della proprietà intellettuale, gli investimenti, gli appalti pubblici, la concorrenza e lo sviluppo sostenibile. 

Per la Corte le disposizioni dell’accordo relative agli investimenti esteri diversi da quelli diretti e quelle che riguardano la risoluzione delle controversie tra investitori e Stati (queste ultime tra le più contestate in occasione della conclusione di altri accordi di questo tipo) non rientrano nella competenza esclusiva dell’Unione, ragion per cui l’accordo non può essere concluso, allo stato attuale, senza la partecipazione degli Stati membri.

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