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L'Italia delle startup fa rotta verso Israele, Luiss Enlabs in Start Jerusalem

ECONOMIA
L'Italia delle startup fa rotta verso Israele, Luiss Enlabs in Start Jerusalem

L'Italia delle startup fa rotta verso Israele, il secondo Paese al mondo dopo gli Usa per innovazione tecnologica. L'incubatore Luiss Enlabs ha infatti rinnovato la partnership con l'Ambasciata israeliana e conferma la partecipazione a 'Start Jerusalem', il prestigioso concorso internazionale per startup promosso in Italia dall’Ambasciata d’Israele e Luiss Enlabs. Le giovani imprese tech che supereranno la prima Call potranno accedere ad un workshop dal 5 all’11 novembre prossimi in uno degli acceleratori delle migliori compagnie high-tech israeliane.

"Le nostre startup sono molto innovative ma da geni universitari diventare degli startupper in Italia è un po' più complesso che negli altri Paesi europei, il nostro impegno è spingere e sostenere questo ecosistema ma il sostegno del sistema Paese è ancora lento" sottolinea all'Adnkronos Luigi Capello, cofondatore di Luiss Enlabs, la 'fabbrica delle startup' nata nel 2013 dalla joint venture tra la holding di partecipazioni LVenture Group e l'Università Luiss Guido Carli. E per molti giovani innovatori italiani si prospettano nuovi orizzonti.

"Nell'ambito della competizione 'Start Jerusalem' come partner italiani -spiega Capello- ci occupiamo della Call nel nostro Paese, poi sarà una commissione, di cui facciamo parte, a selezionare le startup di punta". Capello si dice ottimista sulla "qualità" delle giovani imprese innovative nazionali. Le idee ci sono ma, segnala, "l'Italia investe ancora troppo poco nell'ecosistema delle startup innovative". Il nostro Paese ha investito nel 2016 "appena 180 milioni di euro in giovani aziende tecnologiche, contro i 3,2 miliardi della Gran Bretagna, i 2,7 miliardi investiti lo scorso anno dalla Francia, i 2 miliardi della Germania ed i 550 milioni di euro della Spagna".

Insomma, continua Luigi Capello, "possiamo e dobbiamo migliorare". "Il Governo -prosegue- è intervenuto su questo tema e dal primo gennaio 2017 abbiamo un credito di imposta del 30% per chi investe in startup innovative, ma serve tempo perchè il terreno dia i frutti" aggiunge il cofondatore di Luiss Enlabs. Nel corso della settimana del workshop, le startup vincitrici incontreranno negli acceleratori delle migliori compagnie high-tech israeliane mentor e venture capitalist, parteciperanno a sessioni di lavoro e ad una pitch session con esponenti di rilievo dell’innovazione israeliana.

Insomma un passaggio che potrebbe essere cruciale per lo sviluppo e la sopravvivenza delle giovani imprese tecnologiche italiane. "Con questa competizione come Luiss Enlabs -osserva Capello- ci aspettiamo link sempre più forti con Israele e noi, come sistema Italia, possiamo diventare un ottimo punto di sbarco per le startup innovative". A lanciare il nuovo contest sono il Ministero Israeliano degli Affari Esteri e la Jerusalem Development Authority, in collaborazione con Intel ed la competizione è legata all’ecosistema dell’innovazione della città di Gerusalemme, che negli ultimi anni è stata riconosciuta come uno dei nuovi hub mondiali dell’innovazione tecnologica.

Organizzata in 4 poli tecnologici - Har Ha’Hotzvim, Givat Ram, Hadassah Ein Karem e Malcha, quest’anno Gerusalemme è stata protagonista della più grande exit nella storia dell’innovazione israeliana: la compagnia Mobileye delle auto a guida autonoma che è stata acquisita da Intel per 15 miliardi di dollari. Spingendo verso Israele, inoltre, il passo verso il mercato Statunitense per le startup italiane "diventa più breve" e, in questo contesto, "l'attenzione delle corporate italiane si sta concretizzando con azioni più mirate" rileva. E "se le aziende ricavano valore aggiunto dall'apporto di innovazione tecnologica, allora si innesca un circolo virtuoso" di investimenti e nuova innovazione che, indica infine Capello, non può che tradursi in crescita per il nostro Paese.

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