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Alitalia, Gentiloni: "Errore non venderla nel 2008"

ECONOMIA
Alitalia, Gentiloni: Errore non venderla nel 2008

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Fu un errore non vendere Alitalia nel 2008 ad Air France per la fortissima opposizione di Berlusconi e dei sindacati. Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, intervistato da Bruno Vespa per il suo libro 'Soli al comando' in uscita il 3 novembre da Mondadori Rai Eri.

''Non so - spiega il premier - se Alitalia possa definirsi una classica compagnia di bandiera anche se viene percepita come tale. Il marchio italiano è importantissimo, ma l'azienda non è pubblica da tanto tempo''.

Il presidente del Consiglio esclude una quota pubblica minoritaria (''Non la vedo come garanzia di italianità'') e si augura ''che venga trovata una soluzione che mantenga l'unità della compagnia''.

EUROPA - Poi, parlando di Europa e crescita, aggiunge: "Non possiamo accettare dalla tecnocrazia europea misure che rischierebbero di deprimere la crescita".

"I tedeschi non c'entrano", risponde il premier al giornalista che gli chiede se, con le pressioni a freddo sui crediti deteriorati delle banche, i tedeschi vogliano metterci in difficoltà. "Credo che alcune tecnocrazie europee non abbiano intenti punitivi, ma siano miopi rispetto alla realtà. Alcune banche italiane hanno attraversato un periodo pericoloso ma adesso ne sono fuori. E' uno dei risultati positivi dei nostri governi, che ci è costato 20 miliardi a fine dicembre 2016".

TECNOCRAZIA - "Il mantra della tecnocrazia europea è la prevenzione dei rischi, l’angoscia degli accantonamenti, anche se noi stiamo procedendo rapidamente allo smaltimento dei crediti deteriorati rimasti che - precisa il premier - sono calati del 25% negli ultimi nove mesi. Non possiamo perciò accettare misure che rischierebbero di deprimere la crescita".

"Segnalo - aggiunge Gentiloni - che i Paesi favorevoli alla crescita occupano una posizione molto rilevante sullo scenario europeo. Quando ci riuniamo nel formato dei Paesi mediterranei, dopo l’uscita della Gran Bretagna, rappresentiamo oltre metà del prodotto interno europeo".

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