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Criptovalute, un investimento per tanti ma non per tutti

ECONOMIA
Criptovalute, un investimento per tanti ma non per tutti

In collaborazione con la redazione di www.meteofinanza.com

Negli ultimi anni il business delle criptovalute è cresciuto in misura esponenziale, fino a toccare livelli di capitalizzazione probabilmente superiori alla mediana delle attese dei principali analisti. Il tutto è, peraltro, avvenuto in un contesto non certo privo di opacità e perplessità, influenzato dalle tipiche caratteristiche di vantaggio delle criptovalute (si pensi al livello di anonimato, alla rapidità delle transazioni e, più recentemente, allo sviluppo di tecnologie cross-chain) che hanno contemporaneamente rappresentato i malus mediatici (e non solo) del comparto.

Prescindendo inoltre dagli aspetti tecnici, si può ben evidenziare come le criptovalute siano contemporaneamente divenute preda di investitori più o meno consapevoli di quel che andavano a replicare sui mercati, e che hanno interpretato (spesso, male) le criptovalute come se fossero una sorta di nuovo Eldorado della finanza internazionale. Ma è davvero così? Si può investire con giusta serenità nelle valute virtuali?

Un investimento ad alto rischio

Per i digiuni di criptovalute & co., giova ricordare come il settore omonimo sia popolato da asset virtuali, decentrati, crittografati, in grado di svolgere ruoli comparabili a quelli delle valute “reali” emesse dalle banche centrali. Il tutto, però, senza che vi sia un organismo di controllo o di supervisione, e senza che si possa risalire al legittimo possessore delle valute stesse.

Nonostante in altri tempi simili caratteristiche sarebbero state sufficienti per stare alla larga dal settore, la ripida crescita delle quotazioni delle criptovalute di principale riferimento (come i bitcoin) ha incoraggiato un ampio numero di investitori nel rompere ogni indugio e gettarsi con fiducia nelle avventure finanziarie con tale strumento.

Purtroppo, dinanzi a investitori che hanno agito con consapevolezza e circospezione, acquisendo rischi elevati in maniera coscienziosa, si sono schierati tantissimi investitori che non hanno ben compreso un concetto fondamentale: l’investimento in criptovalute è un impiego ad altissimo rischio, soprattutto se – come ormai d’uso comune – tale impiego è effettuato mediante strumenti finanziari derivati, che non consentono di acquisire direttamente la valuta, bensì la utilizzano come sottostante per le proprie transazioni finanziarie.

Il boom dei CFD sulle criptovalute

Quanto in conclusione in ultimo paragrafo ha fatto sì che il settore si tingesse di una tendenza quasi predominante: l’investimento in criptovalute “mediato” dai CFD, strumenti finanziari derivati che numerosi broker online pongono a disposizione dei trader con ampi livelli di intuitività, consentendo a chiunque di poter partecipare a un investimento di natura speculativa, con leve finanziarie piuttosto spinte.

In tale scenario, il rischio massivo di base è presto individuato: attratti dai potenziali facili guadagni (che, ovviamente, così non sono), molti trader si avvicinano al mondo degli investimenti finanziari cominciando proprio da quelli a maggiore pericolo di perdita definitiva, come i CFD o le opzioni binarie. Fino a quando – si intende – gli stessi trader saranno indotti a fare i conti con i primi gravi risultati negativi, assimilando una disaffezione più o meno profonda nei confronti degli investimenti.

Guai, comunque, a pensare che dalle criptovalute si debba necessariamente stare alla lontana. Il comparto è invero ricco di opportunità, e il rischio che si corre nel percorrere la strada di questo settore potrebbe ben essere ricompensato da ampi rendimenti. Il “segreto” – se così si può dire – è dunque quello di affrontare il settore con le giuste conoscenze e competenze, inquadrando il trade nelle criptovalute all’interno di una strategia che non possa che tenere conto dell’opportuna pianificazione, personalizzazione e profilazione finanziaria.

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