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Almaviva, giudice reintegra 153 lavoratori

ECONOMIA
Almaviva, giudice reintegra 153 lavoratori

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Erano illegittimi i licenziamenti decisi da Almaviva nei confronti dei dipendenti di Roma che lo scorso anno non avevano accetatto il taglio di retribuzione e Tfr. La decisione del giudice del Lavoro di Roma, che ha condannato la società a reintegrare 153 lavoratori e a corrispondere loro, a titolo di risarcimento danni una somma, comprensiva degli interessi, pari agli stipendi maturati dal giorno del licenziamento fino alla reintegra è stata naturalmente accolta con soddisfazione da parte dei lavoratori e dei sindacati.

ALMAVIVA - "Almaviva Contact, mantenendo ferma la convinzione del proprio corretto operato, darà ovviamente attuazione all’ordinanza – riammettendo i lavoratori presso le sedi disponibili, tenendo conto che il sito operativo di Roma è chiuso – ma la impugnerà immediatamente, al fine di revocarne gli effetti in tempi brevi", comunica la società.

Almaviva sottolinea come "la procedura di licenziamento collettivo conclusa nel mese di dicembre scorso è stata attuata nel pieno rispetto delle regole previste dalla legge: non si tratta di un’affermazione di parte, ma è la conclusione cui è giunta la stragrande maggioranza dei Giudici del lavoro che hanno esaminato la vicenda presso il Tribunale di Roma".

"Dopo la conclusione della procedura, infatti, parte delle persone interessate ha avviato, come di diritto, una causa per impugnare il recesso aziendale. I ricorsi presentati sono stati distribuiti tra diversi giudici e, alla data odierna, sono 10 coloro che si sono pronunciati. Di questi, 9 magistrati del lavoro attraverso 22 ordinanze hanno dichiarato pienamente legittima la condotta aziendale, riconoscendo come i licenziamenti siano stati attuati rispettando in pieno tutte le garanzie procedurali e sostanziali previste dalla legge di riferimento".

CGIL - La Cgil parla di "una sentenza che rende giustizia a quei lavoratori e, forse, potrebbe aiutare a superare una stagione improvvida nella quale le prove di forza ed i ricatti hanno sostituito le corrette relazioni sindacali”. In una nota la Cgil nazionale, la Slc Cgil nazionale, la Cgil di Roma e Lazio e la Slc di Roma e Lazio si augurano che sia "definitivamente archiviata una stagione che ha voluto imporre sacrifici inutili quando illegittimi ai lavoratori facendo leva, nel dividerli, sul pressante bisogno di mantenere un posto di lavoro".

"Ora - prosegue la nota - dovrebbe aprirsi finalmente una nuova stagione che metta al bando un dibattito surreale come quello a cui abbiamo assistito nel dicembre scorso quando, da più parti, si è sciaguratamente provato ad attribuire agli stessi lavoratori ed ai loro rappresentanti la colpa di quanto avvenuto. Relazioni industriali rispettose delle persone e attente all’interesse collettivo sono alla base della convivenza civile e fondamento imprescindibile per qualsivoglia ipotesi di sviluppo".

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