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Il futuro verde dell'energia in un workshop di Fondazione Istud

ECONOMIA
Il futuro verde dell'energia in un workshop di Fondazione Istud

'Future Energy, Future Green' è il titolo del Workshop promosso da Fondazione Istud e dalla rappresentanza della Commissione europea a Milano, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente, organizzato in fue sessioni: la prima il 12 dicembre al centro Svizzero di via Palestro, dalle 9.30 alle 12.30, la seconda ilm 14 marzo 2018. Al centro del dibattito il verde e l'energia del mare, l'economia circolare, la rivoluzione elettrica, l'impresa 4.0, la eco mobilità, le smart cities e la moda sostenibile.

L'occasione è l'anteprima nazionale del volume 'Future Energy, Future Green', edito da Mondadori Università, curato da M. Guandalini e V. Uckmar, con la collaborazione della Fondazione Istud, in uscita il 18 gennaio 2018 (ma già prenotabile on line). Tutto muove dalla considerazione che nel prossimo ventennio, la popolazione aumenterà di 1,5 miliardi e il Pil crescerà del 50%.

Riuscirà l’energia pulita, e l’efficienza nel suo utilizzo, a dare le risposte sufficienti? Le città attualmente contano oltre il 70% delle emissioni globali di gas serra legate all’energia. La previsione è che la popolazione urbana raggiungerà il 66% della comunità mondiale nel 2050.

Ecco allora, questa la tesi, che il primo obiettivo è il cambio di ritmo. Mai come oggi, il green necessita di analisi, sartorialità, per unire un patchwork dove si esercitano, spesso disordinatamente, la politica, l’economia, le classi dirigenti e le comunità di cittadini. Il male del green sono i luoghi comuni, la pittura e la scrittura di scenari fantastici e fantasmagorici dietro l’angolo. Le classi dirigenti del mondo svolgeranno un ruolo cruciale nel garantire un futuro sostenibile e affrontare una vera e propria rivoluzione energetica.

Il green ha una sola strada da imboccare. Accantonare chiacchiere, demagogia dottrinale e colpi sensazionali a ripetizione e, stazionare, a regime, e velocemente, i risultati straordinari raggiunti in ogni tratto di vita quotidiana.

"Dall’invenzione della fiducia all’età del coraggio. Meno chiacchiere e pedalare. Dissesti. Siccità. L’acqua come petrolio. Pericolo clima. La natura è piena di infinite ragioni. Come riconnetterci con la natura? L’economia è alla prova dell’impronta ecologica. L’ambiente promesso. Quello che forse sarà. Il green entra in noi molto prima che accada", dice Maurizio Guandalini, economista della Fondazione Istud e chairman dell’incontro. Inoltre, aggiunge Marella Caramazza, Direttore Generale di Fondazione Istud "E’ importante continuare a studiare, comunicare, approfondire il tema green ai più diversi livelli: nell’industria, nell’economia, nella società. Sono i manager e le classi dirigenti che devono guidare il cambiamento in atto per contribuire a costruire migliori condizioni di vita per tutti".

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