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Lagarde: "Fondo anticrisi per l'Eurozona"

ECONOMIA
Lagarde: Fondo anticrisi per l'Eurozona

(Afp)

Un fondo di stabilizzazione macroeconomica della zona euro, finanziato con contributi annuali dai Paesi membri pari allo 0,35% del Pil per sostenere i partner in fase di recessione, ma anche con una capacità di prestito per far fronte a choc comuni straordinari.

E' la proposta del Fondo Monetario Internazionale in un documento presentato oggi a Berlino in cui si simula per il nostro Paese un gap di Prodotto interno lordo pari a oltre l'8% (mentre in questo scenario la Germania ne perderebbe quasi il 5%), valore che scenderebbe al 4% con l'intervento del fondo di stabilizzazione (per Berlino la perdita si fermerebbe al 2%). Dunque, è la stima, con un fondo di stabilizzazione centralizzato dell'eurozona in caso di choc economico la perdita di Pil per l'Italia potrebbe essere ridotta della metà rispetto a quanto avverrebbe senza questo strumento.

E' stato il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, nel suo intervento a Berlino a spiegare che in caso di gravi choc e di irrigidimento della politica monetaria la creazione di una capacità centralizzata di bilancio della zona euro dal costo "relativamente modesto", pari allo 0,35% del Pil l'anno, "potrebbe ridurre gli effetti negativi" sulla crescita "di oltre il 50%".

La zona euro dovrebbe fare passi avanti su tre aree di riforma - ha evidenziato Lagarde - unione dei mercati dei capitali, unione bancaria e maggiore integrazione fiscale con la creazione di una capacità di bilancio centralizzata. "L'obiettivo di ciascuna di queste riforme non è incoraggiare l'autocompiacimento ma creare più resilienza per l'area dell'euro" ha sottolineato, spiegando che in termini tecnici "l'Unione dovrebbe trovare il giusto equilibrio tra 'condivisione del rischio' e 'riduzione del rischio'". Per funzionare bene, ha aggiunto, "l'area euro necessita di maggiore fiducia reciproca tra i Paesi e maggiore responsabilità. I progressi in tandem sulla fiducia e la responsabilità consentirebbero all'Unione di realizzare più del suo potenziale e diventare maggiore della somma delle sue parti".

Secondo il direttore generale del Fmi "un'area dell'euro più unita può essere una bussola per la prosperità della regione e un faro di speranza per il mondo". Una zona euro più integrata, ha proseguito, "può essere una fonte di stabilità economica globale". Lagarde ha citato dunque un recente sondaggio dal quale emerge che "il 74% degli intervistati della zona euro afferma di sostenere un'unione economica e monetaria europea con una moneta unica, il numero più alto mai registrato. Tra tutti gli europei intervistati, il 71% ha dichiarato che l'Ue rappresenta un luogo di stabilità in un mondo travagliato".

Poi ha lanciato un avvertimento. "L'ascesa del populismo e la miope sirena del protezionismo", ha detto Lagarde, rappresentano "un potente vento avverso" che "minaccia" la ritrovata crescita.

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