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Tempo di vendemmia

ECONOMIA
Tempo di vendemmia

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Tempo di vendemmia per l'Italia del vino. Dopo l'anno horribilis 2017, contrassegnato dalla siccità, quasi ovunque in Italia si segnalano volumi in aumento e buona qualità. In Piemonte l'imprevista ondata di caldo dei primi giorni di settembre ha giovato alla raccolta delle uve che quest'anno si annuncia di qualità. Ad oggi si è conclusa quella per gli spumanti dell’Alta Langa, è in fase finale per il Moscato, è iniziata per il Dolcetto, si procede con Cortese e Freisa e, come di consueto, saranno la Barbera ed i Nebbioli a chiudere la stagione vendemmiale a inizio ottobre.

Secondo le stime di Coldiretti, in Piemonte quest'anno la produzione registrerà un aumento del 15%, rispetto allo scorso anno in cui il clima particolarmente siccitoso aveva fatto registrare un calo produttivo notevole ed un inizio di raccolta particolarmente precoce. "Sarà un’annata ottima - spiegano Fabrizio Galliati vicepresidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale - una stagione dai vini equilibrati, profumati e non eccessivamente alcolici poiché la quantità zuccherina è inferiore allo scorso anno".

In Veneto ''si profila un'ottima vendemmia , dice l'assessore all'agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, all'Adnkronos. "La raccolta 2018 delle uve in Veneto, già conclusa per le uve bianche e la glera del Prosecco, e ancora in corso per quelle a bacca nera, ha sopravanzato le previsioni quantitative e si profila di ottima qualità. I produttori del settore vitivinicolo potranno riprendersi dopo un anno difficile, il 2017, segnato dalle gelate primaverili e dalla siccità estiva''. La produzione è stimata in oltre i 9,5 milioni di ettolitri, con un incremento del 15% circa rispetto ai 8,5 milioni dello scorso anno. Una crescita produttiva rilevante che fa del Veneto la seconda regione del vigneto-Italia dopo la Puglia.

Il quadro della vendemmia 2018 nel complesso è quindi positivo, stante la disponibilità idrica nella fase di moltiplicazione cellulare di post-allegagione e la presenza di fenomeni di eccessiva piovosità o grandinigeni limitati a circoscritte aree che hanno messo a repentaglio qualche decina di ettari dei vigneti della Valpolicella e ha destato qualche preoccupazione anche nei viticoltori delle aree euganee e beriche. ''Tuttavia l'attuale quadro della vendemmia 2018 - conferma l'assessore - presenta una tendenza produttiva che fa ben sperare per l'intero comparto del vino. Per altro la concentrazione del periodo di maturazione dei diversi vitigni e l'alta meccanizzazione raggiunta dalle aziende viticole regionali, ha messo alla prova la capacità organizzativa delle strutture di conferimento che hanno dovuto, in alcuni casi, contingentare le consegne giornaliere da parte dai produttori''.

In Emilia-Romagna "grazie a un buon clima e alla siccità scongiurata, ci sono previsioni per una buona annata per quantità e qualità'', dice all'AdnKronos l'assessore regionale all'Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Simona Caselli. ''La vendemmia di quest'anno - spiega - segna un ritorno a cifre soddisfacenti, con una crescita del 5% sul quinquennio, dopo il crollo del 22% nel 2017 causato dalle difficili condizioni meteo. L'Emilia-Romagna è fra le regioni viticole più importanti d'Italia,con oltre 52 mila ettari di superfici coltivate a vigneto e quasi 19 mila aziende agricole del settore. Si colloca ai primi posti anche nella vendita dei suoi vini nella Grande distribuzione organizzata dove, tra i primi 25 vini sugli scaffali, figurano Lambrusco, Sangiovese, Pignoletto, Gutturnio e Trebbiano".

"Sono in aumento - prosegue Caselli - anche le aziende bio che, a giugno, hanno raggiunto quota 1.094 per una superficie complessiva in Emilia-Romagna di 4.500 ettari di vigneti biologici, l'8,6% del totale. Le aziende sono distribuite in tutte le province, comprese le aree collinari, con una significativa ricaduta sulla conservazione del territorio e un buon equilibrio tra grandi realtà agricole e piccole imprese, anche giovani''.

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