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Cammelli, tigri, giraffe. Ancora migliaia di animali nei circhi italiani

Una mobilitazione nazionale a sostegno del ddl del governo sulla disciplina dello spettacolo

APPUNTAMENTI
Cammelli, tigri, giraffe. Ancora migliaia di animali nei circhi italiani

La Lav scende in piazza contro il circo con animali, con una mobilitazione nazionale e una petizione a sostegno del disegno di legge del Governo (il 2287-bis) sulla disciplina dello spettacolo che, nell’attuale formulazione, prevede la graduale dismissione degli animali nei circhi.

Nel 2010 sarebbero stati circa 2mila gli animali impiegati in circa 100 circhi in Italia, secondo una stima effettuata dalla Lav basata su documentazione acquisita, foto e video degli spettacoli, elenco dei programmi circensi e comunicati stampa.

Una stima realizzata in assenza di dati certi: non esiste infatti un registro-anagrafe nazionale di accesso pubblico degli animali utilizzati nei circhi né sono accessibili i dati ufficiali sul numero dei circhi registrati in Italia, inoltre gli animali e le loro esibizioni possono venire affittati a diverse strutture circensi o ceduti da una struttura all’altra. E a questo si aggiungono i numerosi cambiamenti delle insegne circensi e delle società.

Nel frattempo, però, gli italiani mostrano una crescente attenzione e sensibilità per i diritti degli animali e aumenta il numero di chi vorrebbe vietare il loro utilizzo nei circhi e negli spettacoli (il 71% degli italiani, +3,1% nell’ultimo anno, secondo il Rapporto Eurispes 2016). Eppure, sono ancora moltissimi gli animali detenuti in queste strutture ed utilizzati a scopo di spettacolo o di esibizione.

Secondo il Rapporto Lav 2015 "I circhi in Italia", tra gli animali impiegati nei circhi ci sarebbero: 400 equidi, soprattutto cavalli, ma anche pony e asini, e circa 50 zebre; 80 bovidi, tra cui una decina di bisonti; 140 tra cammelli e dromedari; 60 lama, 9 giraffe, 6 rinoceronti, 20 ippopotami, 50 elefanti; 160 tigri, comprese tigri bianche e rosa; 60 tra leoni ed altri felini; 40 tra struzzi, emù, ecc.

E ancora: 350 volatili di cui la maggioranza pappagalli, ma anche rapaci, notturni, avvoltoi; dai 70 agli 80 mammiferi di vario genere; 100 cani, 20 mammiferi marini (otarie, etc.), 60 pinguini; 400 rettili, tra cui 250 serpenti (prevalentemente pitoni, boa e anaconda) e 50 tra coccodrilli e alligatori; 200 i pesci stimati, in gran numero piranha.

Ma che fine farebbero questi animali una volta dismessi i circhi che li impiegano? Secondo la Lav, basterebbe valorizzare i Centri di recupero per animali esotici e non, di proprietà dello Stato a seguito di sequestri e confische dovute per legge. Indispensabile, quindi, un adeguato sostegno pubblico ai Centri di accoglienza che ospitano gli animali e la creazione di nuovi che possano mantenere e recuperare gli animali non più utilizzati dai circhi.

Inoltre, l’associazione ha acquistato, grazie ai propri sostenitori, un’area verde di 23 ettari in Toscana che amplierà l’adiacente Centro di recupero per animali esotici e selvatici di Semproniano in Maremma, e che accoglierà tutti gli animali salvati dalla Lav, sottratti ai maltrattamenti e allo sfruttamento.

Insomma, la strada potrebbe essere quella di una stretta collaborazione tra associazioni e amministrazione pubblica, sul modello di quanto già realizzato dall'associazione internazionale Animal Defenders International in America latina che ha portato numerosi Paesi a bandire l’utilizzo degli animali nei circhi trovando loro un'adeguata collocazione.

Non solo America Latina: sono sempre di più i Paesi, in Europa e nel mondo, che hanno già vietato o posto serie limitazioni all’utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli. In Europa, sono 21 quelli che lo hanno vietato, in modo totale o parziale (cioè per le specie selvatiche o per particolari elenchi di specie protette).

Oggi, la legge italiana prevede che i circhi non possano essere beneficiari di finanziamenti pubblici solamente se condannati in via definitiva per maltrattamento di animali o se riconosciuti colpevoli di violazioni di disposizioni normative statali e dell’Unione Europea in materia di protezione degli animali. Ciò comporta che anche i circhi inquisiti per maltrattamento, se non ancora condannati, continuino a ricevere finanziamenti pubblici.

La Lav propone invece, nella sua petizione, chiede che a fronte dell’abolizione dell’utilizzo degli animali nei circhi, vengano predisposte delle misure di sostegno al circo “umano”, ovvero quello senza animali: una forma di spettacolo apprezzabile e fonte di divertimento, condivisibile da tutti, che valorizza le abilità umane e il talento artistico, quali espressioni di attività volontaria e non coatta.

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