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A settembre l'abbraccio degli alberi più grande delle Alpi

Sarà il culmine del 1° Festival delle Aree protette, organizzato dalla Provincia di Trento

APPUNTAMENTI
A settembre l'abbraccio degli alberi più grande delle Alpi

(Fotolia)

L'abbraccio collettivo più grande mai avvenuto sull'arco alpino tra esseri umani e alberi. L'evento, potenzialmente da Guinness dei Primati, avverrà in Trentino domenica 16 settembre nel Parco Nazionale dello Stelvio Trentino. Appuntamento alle 9.30 in Val di Rabbi, località Coler.

"Ogni albero, ogni pianta, in particolari condizioni, agisce favorevolmente sull'organismo umano, sia a livello psico-emozionale, che fisiologico, generando concreti benefici scientificamente misurabili - spiega Marco Nieri, bioricercatore ed esperto in salute dell’habitat - Abbracciando un albero, non solo siamo in contatto con un meraviglioso essere vivente, ma possiamo cogliere la sua benefica energia vitale che con particolari tecniche, come il Bioenergetic Landscapes, è possibile misurare o addirittura visualizzare".

Il flash mob tra le conifere è solo il culmine della prima edizione del Festival delle Aree protette, organizzata dal Servizio Sviluppo sostenibile e Aree protette della Provincia autonoma di Trento. L'iniziativa prenderà il via venerdì 14 con un convegno nazionale sulle reti ecologiche e la governance delle aree protette per proseguire il giorno 15 con una grande festa al Muse di Trento. E si conclude domenica 16 con tanti eventi e occasioni di visita nelle aree protette del Trentino. Un’occasione per festeggiare i 30 anni dei due parchi naturali (Adamello Brenta e Paneveggio-Pale di S. Martino) e la nascita del sistema delle aree protette.

Solo in Trentino si conta, infatti, un sistema articolato di oltre 400 siti tutelati, tra grandi e piccoli (un parco nazionale, 2 parchi naturali, 10 reti di riserve, una moltitudine di piccole aree protette tra siti Natura 2000, riserve provinciali e locali), organizzati come una fitta ragnatela verde che copre il 33% del territorio e coinvolge attivamente 80 Comuni della Provincia.

Il Festival non ha solo lo scopo di sottolineare l'importanza delle aree protette dal punto di vista della conservazione del territorio e della sua biodiversità. Dietro a ogni parco naturale, grande o piccolo che sia, c'è anche una possibilità importante di ritorno economico per le comunità che nel territorio vivono.

"Nel 2016 l'università di Trento ha prodotto uno studio per calcolare l'indotto economico del sistema aree protette - spiega Claudio Ferrari, responsabile del Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree Protette della Provincia Autonoma di Trento - La cifra finale dell'indagine ha sorpreso anche noi: il sistema della nostra rete di parchi ha permesso un indotto di 70 milioni di euro. È un indice molto significativo di quale valore economico abbia la valorizzazione della natura".

Un risultato che non si limita all'esperienza trentina. Tutta l'Italia, infatti, può vantare una rete di parchi e riserve impressionante: 24 Parchi nazionali, oltre 140 parchi regionali, 27 aree marine protette e alcune centinaia di riserve naturali, statali o regionali.

"Ormai abbiamo ampiamente superato la mitica quota del 10% del territorio nazionale che è protetta in varie forme e istituti. In Italia siamo i primi in biodiversità: abbiamo il maggior numero di specie animali e vegetali - ricorda Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi - Un approfondito studio di Unioncamere realizzato già 4 anni fa ha evidenziato come i parchi, a parità di condizioni territoriali, hanno un effetto positivo sull'economia. Generano un reddito procapite più elevato e stimolano la nascita di un maggior numero di imprese giovanili e femminili, rispetto al resto del territorio".

Durante la tre giorni del Festival, domenica 16 settembre (alle 8.30) a Villa Welsperg, sede del Parco naturale di Paneveggio Pale di San Martino, si daranno appuntamento tutti coloro che vorranno far parte della fila indiana più lunga al mondo di persone scalze in montagna. Andrea Bianchi, il fondatore della prima Scuola in Italia di barefoot hiking (il cammino a piedi nudi in natura) e autore del libro 'Con la Terra sotto i piedi' (Mondadori), accompagnerà i partecipanti nella realizzazione di un record che vuole essere soprattutto un messaggio forte per un nuovo e più rispettoso rapporto con la natura.

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