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Una birra contro lo spreco alimentare, a produrla sono i detenuti

Il progetto con i detenuti ideato dalle onlus EquoEvento e Vale la Pena contro lo spreco alimentare

BEST PRACTICES
Una birra contro lo spreco alimentare, a produrla sono i detenuti

"Un terzo del pane prodotto ogni giorno viene sprecato. Il 70% dei detenuti che sconta la pena solo in carcere torna a delinquere. E se non fosse sempre così?". E' la provocazione alla base di un progetto che prova a mettere insieme due criticità, quella dello spreco alimentare e quella della recidiva, in cerca di una soluzione unica che può essere riassunta in una sola parola: recupero. Recupero di un alimento prezioso come il pane, sottratto alla pattumiera, e recupero di risorse umane attraverso un percorso di formazione e inserimento lavorativo. Il risultato? Una birra.

Si chiama RecuperAle ed è una birra artigianale realizzata utilizzando eccedenze alimentari di qualità destinate a essere buttate via, fatta insieme a detenuti in un percorso di reinserimento. Dietro al progetto ci sono le due onlus che hanno avuto l'idea: EquoEvento, organizzazione senza scopro di lucro che recupera e dona le eccedenze alimentari di qualità ad enti caritatevoli, case famiglia, poveri e bisognosi, e Vale la Pena, progetto di inclusione sociale ideato e gestito da Semi di Libertà Onlus, un birrificio artigianale dove persone in esecuzione penale esterna, provenienti dal carcere romano di Rebibbia, vengono formate e inserite nella filiera della birra artigianale.

Il fine è contrastarne le recidive, al 70% tra chi non gode di misure alternative, al 2% tra chi viene inserito in un percorso produttivo. Il progetto è realizzato nell’Istituto Agrario Emilio Sereni a Roma dove gli studenti sono coinvolti in percorsi di alternanza scuola-lavoro e 'allenati' ai valori dell’inclusione e del rispetto delle regole.

Per realizzare questo progetto, però, servono fondi e per questo è stato lanciato il crowdfunding su Eppela . "Abbiamo appena realizzato una piccola produzione pilota da 1800 litri che in parte sarà veduta attraverso la campagna di crowdfunding e abbiamo già pronte due ricette, ad alta e bassa fermentazione, che però non possiamo realizzare nel nostro piccolo impianto, già completamente assorbito dalla produzione delle 16 birre Vale la Pena", spiega Paolo Strano, presidente della Onlus Semi di Libertà e fondatore di Birra Vale la Pena.

"Avremo quindi necessità di affittare un impianto e potremo realizzarne una se raggiungeremo il primo goal di 5.800 euro, entrambe se arriveremo al secondo di 11.600", spiega. I fondi raccolti saranno interamente impiegati per realizzare produzioni di 1.800 litri ognuna di RecuperAle, e una volta avviata la produzione si potrà rendere stabile il progetto continuando a recuperare risorse, umane e alimentari.

Per gli amanti della birra: la RecuperAle Bread è una pale ale chiara, leggermente opalescente, dove le materie prime recuperate esaltano la base maltata conferendo profumi e sapori di crosta di pane, con un finale di bevuta secco ma arrotondato dai luppoli nobili utilizzati, ed una gradazione alcolica di 6.5 ABV. Per questa birra il pane sottratto allo spreco viene utilizzato come uno degli ingredienti e va in parte a sostituire il malto.

Per la prima produzione pilota, il pane recuperato ha sostituito il malto nella percentuale del 20%. Per questi primi 1800 litri sono stati utilizzati 35 kg di pane che, altrimenti, sarebbero finiti nella pattumiera. Quantità che potrebbe arrivare fino a 50 kg per una 'cotta' (che nel birrificio artigianale di Semi di Libertà equivale appunto a 1800 litri).

In futuro, poi, già si pensa ad allargare il ventaglio degli ingredienti di recupero: la prossima sfida sarà infatti quella di realizzare birra utilizzando la frutta come aromatizzante, sempre grazie alla collaborazione di EquoEvento.

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