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Pmi, sempre più attente al welfare aziendale per il benessere dei dipendenti

in aumento anche conciliazione vita-lavoro, 'piatte' formazioni e sicurezza

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Pmi, sempre più attente al welfare aziendale per il benessere dei dipendenti

Welfare word cloud concept

Welfare aziendale in crescita nelle le Pmi. Sono raddoppiate, infatti, nel 2016 le imprese che hanno optato per le politiche di gestione del personale che promuovono benefit. E' l'ultimo Welfare Index Pmi a certificare il sempre maggiore interesse e la sempre maggiore vivacità delle aziende da 6 a 250 dipendenti verso il welfare aziendale. Attraverso il monitoraggio di 3400 imprese su 600 mila Pmi presenti sul territorio, infatti, la percentuale di quelle che hanno allargato lo spettro di intervento sul welfare è quasi raddoppiato passando dal 9,8% del 2016 al 18,3% del 2017.

A 'tirare' sopratutto la sanità integrativa, scelta dal 467% delle imprese monitorate rispetto al 39% dello scorso anno. Bene anche la conciliazione vita-lavoro, optata dal 31% delle imprese contro il 22% con iniziative di flessibilità dell'orario e dell'organizzazione del lavoro (lavoro a distanza, estensione congedi maternità e paternità).

L'attenzione sale anche per il welfare allargato al territorio (23% delle aziende attive rispetto al 15% del 2016) dove spiccano i contributi alle comunità locali per attività di volontariato e centri ricreativi nonché quella per la cultura ed il tempo libero (5% delle aziende attive rispetto al 3%) con incentivi per i dipendenti per eventi culturali (dalla convenzione con palestre ai biglietti per cinema o teatro). 'Piatte' invece le performance per la formazione per dipendenti, il sostegno ai soggetti deboli e la sicurezza e prevenzione degli incidenti.

Il welfare integrativo, d'altra parte, sfrutta gli incentivi di defiscalizzazione previsti dal governo che, per quanto riguarda il welfare aziendale è totale: nello scorso anno infatti sono stati sottoscritti circa 8mila contratti sui premi di risultato di cui oltre 4mila hanno previsto la loro trasformazione in misure di welfare aziendale.

Il maggior interesse per il welfare aziendale da parte delle Pmi non conosce comunque una differenza significativa a livello geografico. La diffusione territoriale delle iniziative non cambia tra Nord, Centro e Sud: la sanità integrativa ad esempio, è stata adottata da almeno un'azienda nel 35,6% dei casi da Pmi al Nord; nel 34,3% al Centro e nel 33,5% al Sud di quelle 3.400 monitorate dal Rapporto.

A fare la differenza invece, la dimensione aziendale: sempre nel campo della sanità integrativa si passa dal 23,7% delle imprese con meno di 10 addetti, fino al 72,4% delle imprese tra i 100 ed i 250 addetti. Ad incidere sul gap più che le risorse sopratutto la conoscenza delle possibilità e le opportunità fiscali possibili. Solo 2 aziende sul 10, emerge dal Rapporto, hanno infatti una conoscenza precisa delle regole e degli incentivi del welfare aziendale.

Pressochè univoco invece l'obiettivo che porta le Pmi a optare per interventi di welfare aziendale: per il 50,7% delle imprese monitorate lo scopo principale è stato il miglioramento della soddisfazione dei lavoratori ed il clima aziendale; il 16% la fidelizzazione e la produttività sul lavoro.

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