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Nasce la Sharing Factory, Levissima investe 30 milioni

Obiettivi, qualità del lavoro, logistica sostenibile e turismo di comunità

CSR
Nasce la Sharing Factory, Levissima investe 30 milioni

Migliorare la qualità del lavoro, far fiorire una logistica sostenibile e promuovere un turismo di comunità: è l'obiettivo della Sharing Factory, la nuova fabbrica nata da un processo di ascolto delle esigenze dei lavoratori e dalle aspettative di tutti gli attori del territorio per la quale Levissima mette in campo un investimento di 30 milioni di euro nei prossimi anni.

Il progetto che il Gruppo Sanpellegrino lancia da Bormio, in Valtellina, è uno stabilimento rinnovato concepito per elevare le performance ambientali, fornire ai lavoratori spazi più confortevoli, migliorare la conoscenza sulla risorsa acqua e contribuire a valorizzare la vocazione turistica del territorio.

La Sharing Factory "inaugura una fase nuova – afferma Federico Sarzi Braga, presidente e amministratore delegato di Sanpellegrino – da sempre lavoriamo in sinergia con le comunità in cui operiamo perché quella che portiamo alle persone è una risorsa unica, frutto del territorio di origine e non delocalizzabile. Non a caso proprio in Valtellina da oltre 10 anni sosteniamo l’Università di Milano nello studio dell’ambiente da cui nasce Levissima e dei ghiacciai e siamo al fianco del Parco Nazionale dello Stelvio per tutelare l’ambiente in maniera intelligente e produttiva”.

Inoltre "il progetto – afferma Ugo Parolo, sottosegretario di Regione Lombardia con delega alle politiche per la montagna – è in piena sinergia con i principi ispiratori della nuova modalità di gestione del Parco Nazionale dello Stelvio e, ancor di più, della montagna in Lombardia, che vede nella peculiarità di ogni territorio e di ogni comunità la direttrice rispetto a cui investire per un futuro migliore”.

Alessandro Pedrini, sindaco di Valdisotto, aggiunge: "siamo convinti che questo importante progetto possa costituire un’occasione di sviluppo del territorio, che già ha la fortuna di custodire tesori naturali unici”.

Il nuovo stabilimento ridisegnerà tutti gli spazi della fabbrica, per assicurare un ulteriore miglioramento della performance ambientale attraverso l’innovazione tecnologica, ma soprattutto uno spazio di lavoro funzionale, accogliente e a misura d’uomo per i lavoratori dello stabilimento, una popolazione in crescita negli anni e con esigenze differenziate, anche in base alle diverse fasce d’età presenti in azienda.

Alcune aree saranno aperte e polifunzionali, in modo da poter ospitare un’interazione più profonda con i ricercatori dell’Università, che diventeranno anche vere e proprie figure di divulgazione della conoscenza sull’acqua e la montagna, con la comunità, con i turisti che il Parco Nazionale e le altre attrattive del territorio richiamano ogni anno.

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