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Sea Sweeper, 'spazzino del mare': la soluzione al marine litter made in Italy

per ridurre l'inquinamento da plastica nel Mediterraneo

IN PRIVATO
Sea Sweeper, 'spazzino del mare': la soluzione al marine litter made in Italy

L’inquinamento da plastica del Mediterraneo può essere ridotto drasticamente con una tecnologia made in Italy ideata da Castalia, il consorzio che da più di trent’anni lavora, anche in collaborazione con il ministero dell’Ambiente, per la salvaguardia del mare. L’idea, a prima vista molto semplice, nasce dall’evidenza portata in luce da recenti studi che dimostrano come l’80% della plastica che arriva in mare è trasportato dai fiumi e deriva da attività terrestri.

Nel Mediterraneo ogni giorno finiscono 731 tonnellate di rifiuti di plastica e l'Italia è al terzo posto come inquinatrice, dopo Turchia e Spagna. Secondo l’Unep, l’Agenzia ambientale delle Nazioni Unite, è stimabile che la quantità di plastica dispersa nel Mare Nostrum raddoppierà entro il 2025.

Eppure una possibile soluzione per arginare in modo consistente questo fenomeno esiste: è il progetto Sea Sweeper (“spazzino del mare”) di Castalia, un sistema di reti di nylon fisse e di imbarcazioni a pescaggio ridotto (“Sea Hunter”) per il contenimento e raccolta della plastica galleggiante e semi affondata che arriva dai fiumi.

Il sistema di barriere galleggiante Sea Sweeper non interferisce con la vita del fiume e non arreca danno alla flora e fauna. Questa speciale rete di raccolta è progettata per restare posizionata da un argine all’altro del fiume anche per lungo tempo e per rimanere operativa durante periodi di piogge ordinarie.

“E’ uno strumento - spiegano i tecnici di Castalia - che riduce l’input di macroplastiche trasportate dai fiumi al mare, senza essere invasivo. Il sistema permette infatti lo scorrimento libero delle acque senza alterarne la portata e la velocità, così come il passaggio di animali acquatici e dei detriti fluviali naturali, che afferiscono al mare alimentando le coste. Negli ultimi mesi, inoltre, stiamo lavorando per mettere a punto nuove tecnologie per raccogliere anche la plastica affondata o semi affiorante in mare aperto”.

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