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A scuola arriva AirPack, il primo kit didattico sull'inquinamento indoor

Federasma: in una classe di 30 alunni, da 1 a 3 potrebbero soffrire di asma

IN PUBBLICO
A scuola arriva AirPack, il primo kit didattico sull'inquinamento indoor

(Fotogramma)

Si stima che in una classe di 30 alunni, da 1 a 3 potrebbero soffrire di asma e 4 su 10 di una forma di allergia. Da qui nasce il sito web AirPack, strumento educativo multimediale sull’inquinamento dell’aria indoor nelle aule e sulle azioni che le scuole possono intraprendere per migliorarne la qualità, capire i rischi ed evitarli. Se n'è parlato oggi a Roma nel corso di un convegno promosso dal ministero dell’Ambiente e organizzato dall’Ispra, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale (Usr), FederAsma e Allergie Onlus (Alama).

Il primo toolkit multimediale in Europa, consigliato per alunni fino agli 11 anni e realizzato nell’ambito della 3° edizione del Progetto Search, offre agli insegnanti anche schede per preparare lezioni sulla qualità dell’aria nelle scuole e agli alunni un’occasione per imparare anche giocando con i quiz e i giochi di memoria.

Più nel dettaglio, su oltre 900 bambini tra i 10 e 13 anni delle scuole italiane investigate nel Progetto internazionale Search II, promosso del ministero dell’Ambiente, oltre il 12% era in trattamento medico per asma e oltre il 14% riportava episodi di difficoltà respiratoria. Nel totale dei quasi 8000 bambini studiati nei Paesi partner del Search i valori italiani si attestavano tra le percentuali più alte di casi diagnosticati di allergie respiratorie (pollini, acari) e di altri sintomi delle vie respiratorie. In Italia, asma e malattie allergiche sono la prima causa di malattia cronica nella fascia di età pediatrica 0-14 anni (dati Istat 2015). Salendo con l’età (18-19 anni), i soggetti allergici arrivano al 14,2% e il fenomeno sembra in crescita.

AirPack è scaricabile gratuitamente (http://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/ambiente-e-salute-1/search), è disponibile anche nella versione in lingua inglese e potrebbe essere anche utilizzata per una lezione di lingua straniera fuori dall’ordinario. Consigli e conoscenze che si possono portare anche a casa e che vanno quindi a completare il ruolo della scuola per la diffusione di una cultura della prevenzione dei rischi indoor e la promozione di un ambiente sano e sostenibile per tutti.

"In molti casi le scuole richiedono interventi strutturali pesanti, altre volte invece piccoli accorgimenti che possono fare la differenza ed è qui che il sito web realizzato diventa importante per sensibilizzare, docenti e famiglie, sull’importanza di un buon ambiente scolastico - ha dichiarato il sottosegretario al ministero dell’Ambiente Barbara Degani - Il mio invito è che da questo progetto pilota nel Lazio, AirPack venga utilizzato in tutta Italia perché da un suo buon utilizzo dipenderà il miglioramento dello stato di salute dei grandi e dei piccoli frequentatori delle scuole".

Infatti, asma e allergie sono in aumento. Un recente studio del 2015 ha evidenziato che su un campione di 3000 cittadini dell’area di Pisa - zona che non rientra nelle aree più inquinate del nostro Paese - seguiti per 25 anni - la prevalenza di asma è salita dal 6,7 al 7,8%; gli attacchi acuti sono saliti dal 3,4 al 7,4%; i casi di bronchite cronica sono più che triplicati, passando dal 2,1 al 6,8%, mentre quelli di rinite allergica sono più che raddoppiati arrivando al 37% della popolazione seguita (Fonte Cnr).

Una buona qualità dell’aria può evitare crisi respiratorie e allergiche e va tutelata anche quella che si respira in ambienti chiusi, dove si sommano gli inquinanti provenienti dall’esterno a quelli che possono provenire da materiali, prodotti per le pulizie o pulizie fatte in momenti sbagliati e, non in ultimo, da alcune cattive abitudini. E’ stato stimato che in una classe di 30 alunni, da 1 a 3 potrebbero soffrire di asma mentre 4 alunni su 10 possono soffrire di una forma di allergia (Federasma).

Un’aria inquinata non fa bene a nessuno e i cambiamenti climatici non aiutano, anzi, possono diventare un ulteriore fattore di rischio. Lo sanno bene gli 8 milioni di italiani che soffrono di allergie ai pollini: stagioni di fioriture più lunghe e quantità maggiori sono state associate all’aumento delle temperature così come la comparsa di specie invasive allergizzanti che possono trovarsi anche nei giardini scolastici. Le piogge torrenziali insidiano anche le scuole: aumentano le muffe all’interno di aule e stanze e alcune di loro possono emettere spore nell’aria indoor capaci di scatenare reazioni allergiche e altri sintomi. Ancora: le alte temperature favoriscono i livelli di ozono che, reagendo con gli altri inquinanti chimici indoor, danno luogo ad ulteriore inquinamento.

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