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Ecologia e industria, al via tavolo tecnico ministero Ambiente-Ficei

Presto Protocollo d’Intesa per riconversione siti industriali e sviluppo aree produttive

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Ecologia e industria, al via tavolo tecnico ministero Ambiente-Ficei

Sviluppo delle Aree produttive ecologicamente attrezzate (le cosiddette Apea) e politiche di economia circolare: questi i temi al centro dell’incontro tra i rappresentanti dei principali consorzi di sviluppo industriale italiani e il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, oggi presso la sede della Ficei (Federazione Italiana Consorzi ed Enti di Industrializzazione).

L’incontro ha dato il via a una serie di azioni condivise, prima fra tutte la creazione di un Tavolo tecnico per la stesura di un Protocollo d’intesa tra la Federazione e il ministero dell’Ambiente per lo sviluppo delle Apea, che rappresentano oggi un modello innovativo di intervento, necessario per il riposizionamento del tessuto industriale in un’ottica di sostenibilità e di economia circolare.

Al tavolo tecnico il ministero svolgerà un’azione di coordinamento e fornirà supporto tecnico-scientifico, confrontandosi con Ficei sui temi dell’economia ambientale, della rimessa in bonifica del territorio e dei nuovi strumenti amministrativi a supporto dei Consorzi Industriali nella fase strategica di riconversione. Di “sfida culturale” ha parlato il ministro Galletti, sottolineando la necessità sempre più contingente per le aziende italiane che intendono mantenere competitività sul mercato di attuare strategie che abbiano come “driver” l’ambiente.

Per Andrea Ferroni, presidente Ficei, "l’occasione data dalle Apea è per noi di grande rilievo rispetto alla strategia di riconversione delle nostre aree industriali e dell’apparato produttivo che stiamo attuando da tempo, anche grazie al supporto di enti di ricerca come il Cnr. L’interlocuzione del ministero in questa fase riconosce il ruolo che Ficei da anni svolge nel ridefinire e valorizzare il ruolo dei Consorzi”.

“I nostri agglomerati industriali – aggiunge Ferroni – generano un profondo impatto sull’ambiente con risvolti ecologici, sociali ed economici, arrivando anche a modificare il paesaggio delle aree che li ospitano. Il nostro obiettivo è traghettare le imprese verso processi virtuosi per arrivare ad una piena riconversione delle aree industriali. E’ un processo lungo che necessita di ingenti investimenti economici che le singole Regioni con i Por, i programmi operativi regionali, non possono coprire. Il coinvolgimento del ministero dell’Ambiente oggi apre nuove prospettive”.

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