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Roma, che fine ha fatto il Grab: viaggio lungo il Grande Raccordo delle Bici

Cosa prevedeva il progetto finanziato dal Mit e cosa è oggi

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Roma, che fine ha fatto il Grab: viaggio lungo il Grande Raccordo delle Bici

Roma, via di Porta San Sebastiano (Foto AdnKronos)

Passato un anno dalla firma del protocollo per la realizzazione del Grab (anzi un po' di più, perché era il 21 settembre del 2016) tra il sindaco di Roma Virginia Raggi e il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Graziano Delrio, cosa ne è stato del progetto per il Grande Raccordo Anulare delle Bici per Roma, finanziato dal Mit tra le 10 ciclovie nazionali cui il ministero dei Trasporti ha destinato 370 milioni di euro?

Mentre ad esempio Vento (la Ciclovia Venezia-Torino) è al bando di progettazione, quindi in una fase avanzatissima, il progetto romano resta al palo, sebbene il ministro Delrio si fosse anche detto disponibile a finanziare il 100% della realizzazione del Grab che, per chi lo ha progettato, richiederebbe tra gli 8 e i 12 milioni di euro (15, invece, secondo le stime del Comune che, ricevuto il progetto dalle mani degli ideatori, è ora l'ente attuatore). Il timore di chi ha elaborato il progetto (tutta una serie di associazioni tra cui Legambiente, VeloLove, Touring Club Italiano, Parco Regionale dell'Appia Antica...) è che il Grab venga snaturato, svuotandolo proprio di quelle caratteristiche che hanno convinto il Mit, tanto da finanziarlo.

Per capire a che punto siamo, cosa prevede il progetto e cosa invece è oggi, siamo montati in sella (anzi in sellino) per percorrere un tratto del tracciato, dall'Arco di Costantino all'Appia Antica e giù dentro il parco della Caffarella. Il Grab è pensato come un anello di 45 km ciclabili e quindi non ha un punto di partenza, ma Colosseo, via di San Gregorio e Via Appia Antica sono un po' il simbolo di questo progetto, oltre che della città. Partiamo da questi.

Via di San Gregorio, il viale d'accesso al Colosseo: nell'idea del Grab, una delle carreggiate dovrebbe diventare esclusivamente ciclo-pedonale. Nell'idea del Comune, invece, questo tratto sicuro e protetto si riduce a "un restringimento della carreggiata, due strisce per terra e qualche fioriera e nessuna interdizione alle auto, mentre il Grab ha avuto successo proprio perché è un'infrastruttura protetta", dice Alberto Fiorillo, responsabile Aree Urbane di Legambiente.

Percorsa via di San Gregorio, giunti all'incrocio tra Circo Massimo e Caracalla, il Grab propone di utilizzare via Valle delle Camene per arrivare in piazzale Numa Pompilio, intersecando il traffico veicolare in 2 punti. Il Comune preferisce invece utilizzare la ciclabile di viale delle Terme di Caracalla. La percorriamo e, a parte la tortuosità del percorso che per lo più condivide uno spazio già stretto con i pedoni, contiamo 11 attraversamenti con le strade percorse dalle auto. 11 contro i 2 di una via già oggi poco utilizzata se non come parcheggio. "Uno degli obiettivi del Grab invece è proprio di ridurre le intersezioni con il traffico", sottolinea Fiorillo.

Ma il bello viene a piazzale Numa Pompilio, da dove si accede all'Appia Antica attraverso via di Porta San Sebastiano. Ora, questa via sarebbe pedonale e in divieto di transito dal settembre 2015. Sarebbe, perché in realtà le auto qui continuano ampiamente e tranquillamente a circolare, in assenza di controlli, con gran strombazzare di clacson contro i pochi ciclisti e pedoni che si arrischiano a percorrerla. Insomma, una pedonalizzazione fittizia, rimasta sulla carta.

Arriviamo in Via Appia Antica. Il Grab punta alla sua pedonalizzazione così come l'ente parco, per liberarla dal traffico e restituirla ai turisti e ai cittadini. La pedonalizzazione è scomparsa dalle intenzioni del comune e oggi la Regina Viarum, che tutto il mondo ammira, soffoca nel traffico con i suoi monumenti. Impossibile fotografarli senza inquadrare le tante auto che la percorrono anche ad alta velocità mentre a pedoni e ciclisti restano pochi centimetri di un percorso malamente disegnato a terra.

Entriamo poi nel Parco della Caffarella e qui finalmente si respira e ci si muove immersi nel verde tra i tanti romani che scelgono di abbandonare le auto per godersi qualche ora a piedi o in bici. Ma per arrivare qui, abbiamo percorso pochi km in pieno centro e non è stato proprio agevole.

Quello di oggi è stato il primo tour sulle tracce del Grab, organizzato dagli ideatori del Grande Raccordo delle Bici di Roma, grazie alle bici a pedalata assistita messe a disposizione da Elebike Rome e a cui ha partecipato anche Giancarlo Brocci, l'ideatore dell'Eroica, la manifestazione cicloturistica che si svolge dal 1997 in provincia di Siena, esempio di come un progetto a due ruote possa diventare un brand turistico attrattivo per il territorio.

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