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Stop allo stravolgimento della legge parchi, appello a Governo e Parlamento

Insieme mondo ambientalista, cultura e ricerca

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Stop allo stravolgimento della legge parchi, appello a Governo e Parlamento

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Stop allo stravolgimento della legge quadro sulle aree naturali protette (Legge 6 dicembre 1991, n. 394). E' l'appello, sottoscritto da 27 tra associazioni, comitati e organizzazioni e numerose personalità del mondo dell’ambientalismo, della cultura e della ricerca, che da tempo hanno evidenziano i molteplici aspetti negativi della riforma avanzando proposte alternative "che, purtroppo, non sono state accolte", sottolineano.

La legge quadro sulle aree naturali protette, sottolineano i firmatari dell'appello, "ha rappresentato un punto di svolta nella tutela della natura italiana, consentendo di passare da poche aree protette a un sistema di parchi e riserve che attualmente protegge oltre il 10% del territorio italiano. Non a caso viene considerata la ‘Costituzione delle aree protette italiane’, presa peraltro a modello da altre legislazioni. Oggi, una proposta di legge in discussione al Senato intende apportare delle modifiche che finirebbero per peggiorarla pesantemente".

"Se è vero che dopo 25 anni qualsiasi legge necessita di una verifica e di modifiche - aggiungono - è altrettanto vero che il testo in discussione non risolve nessuno dei problemi evidenziatisi nella gestione delle aree protette, ma anzi finisce per aggravarli, complici numerose modifiche apportate in maniera disorganica negli anni passati”.

Un appello ‘aperto’ che di giorno in giorno continua a ricevere nuove adesioni e che è rivolto al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ai ministri dell’Ambiente Gian Luca Galletti, della Giustizia Andrea Orlando, delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina, al dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, al viceministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova, al presidente della Commissione Ambiente del Senato Giuseppe Marinello, al vicepresidente della Commissione ambiente del Senato Massimo Caleo, a tutti i componenti della commissione ambiente del Senato e ai presidenti di tutti i Gruppi parlamentari del Senato.

“Senza voler mettere in discussione l’impegno dei parlamentari che hanno elaborato il testo, dobbiamo affermare con forza che il lavoro avviato non può ritenersi completato, essendo peraltro mancato anche un iniziale momento di bilancio, esame e confronto come la terza Conferenza nazionale sulle aree naturali protette da più parti richiesta”, si legge nell'appello.

In particolare, per i firmatari dell'appello, restano "largamente insoddisfacenti" le soluzioni adottate su aspetti come governance, mancanza di obbligatorietà di specifiche competenze per i ruoli apicali, composizione dei consigli direttivi, dotazioni organiche e di sorveglianza, gestione faunistica, cancellazione del parco nazionale del Delta del Po, frammentarietà del sistema delle aree marine protette, previsione di royalty su interventi impattanti nei parchi.

“Non sappiamo, considerati i tempi della legislatura e i moltissimi nodi da sciogliere prima della sua conclusione, come andrà avanti l’esame del disegno di legge, ma per quella responsabilità che sentiamo di avere verso le future generazioni, vi chiediamo una pausa di riflessione che consenta approfondimenti e analisi, indispensabili considerato che è in gioco un patrimonio naturale e culturale senza eguali”, conclude l’appello

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