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Super-ricchi più che raddoppiati, ma 805 milioni di persone soffrono la fame

in Italia l'1% delle persone più ricche detiene più di quanto possiede il 60% della popolazione

RISORSE
Super-ricchi più che raddoppiati, ma 805 milioni di persone soffrono la fame

Tuca Vieira

Dall’inizio della crisi finanziaria, il mondo si trova a fare i conti con super-ricchi più che raddoppiati e 805 milioni che ancora soffrono la fame, con la prosperità non più appannaggio delle persone normali, ma solo di una ristretta cerchia di eletti che vede crescere sempre più rapidamente il proprio patrimonio. Nella sola Italia, secondo l’Ocse, da metà degli anni ‘80 fino al 2008, la disuguaglianza economica è cresciuta del 33% (dato più alto fra i Paesi Ocse, la cui media è del 12%).

Al punto che oggi l’1% delle persone più ricche detiene più di quanto posseduto dal 60% della popolazione (36,6 milioni di persone); mentre dal 2008 a oggi, gli italiani che versano in povertà assoluta sono quasi raddoppiati fino ad arrivare a oltre 6 milioni, rappresentando quasi il 10% dell’intera popolazione. Lo rileva il rapporto di Oxfam "Partire a pari merito: eliminare la disuguaglianza estrema per eliminare la povertà estrema", che parla di un fenomeno talmente esteso che si può riscontrare perfino in Africa, dove nella regione sub-sahariana al fianco di 358 milioni di persone in povertà estrema, prosperano ben 16 miliardari.

Se il continente continuerà a crescere agli attuali ritmi, senza ridurre il livello di disuguaglianza estrema di reddito, secondo il rapporto ci vorranno più di 60 anni per portare la povertà al di sotto del 3%, nonostante Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale si propongano di raggiungere questo obiettivo tra 15 anni.

Il rapporto sottolinea come, a causa della crescita della disparità di reddito in molti Paesi del mondo, i benefici della crescita economica non raggiungano grandi fasce di popolazione, ma si fermino a una élite che dispone di più ricchezza di quanta possa materialmente consumarne nell’arco di generazioni.

Dal 2009, anno di “esplosione” della crisi economica globale, il numero di miliardari nel mondo è più che raddoppiato. Un trend in costante incremento: tra il 2013 e il 2014, le 85 persone più ricche al mondo (che, secondo un dato già diffuso da Oxfam lo scorso gennaio, hanno la stessa ricchezza della metà della popolazione più povera al mondo) hanno collettivamente aumentato la loro ricchezza di 668 milioni di dollari al giorno. Ovvero, quasi mezzo milione di dollari ogni minuto.

“Questi dati ci mostrano una realtà che non possiamo evitare di vedere: l’estrema disuguaglianza economica oggi non è uno stimolo alla crescita, ma un ostacolo al benessere dei più - commenta Winnie Byanyima, Ddrettore esecutivo di Oxfam International - Finché i Governi del mondo non agiranno per contrastarla, la spirale della disuguaglianza continuerà a crescere, con effetti corrosivi sulle istituzioni democratiche, sulle pari opportunità e sulla stabilità globale”.

Sette persone su 10 vivono in Paesi in cui il divario tra ricchi e poveri è maggiore di quanto non fosse 30 anni fa. In Kenya, nei prossimi cinque anni altri 3 milioni di persone potrebbero essere spinti al di sotto della soglia di povertà se il governo non prenderà misure volte a diminuire, anche leggermente, la disuguaglianza di reddito. In India, Paese che ha ridotto i propri livelli di povertà assoluti negli ultimi 20 anni, l’analisi di Oxfam evidenzia che se il governo indiano riuscisse ad arrestare il recente aumento della disuguaglianza nei prossimi cinque anni, salverebbe dalla povertà altri 90 milioni di persone.

“In un mondo nel quale le persone più ricche del mondo hanno più soldi di quanti potrebbero riuscire a spendere nell’arco della propria vita, ogni anno ci sono 100 milioni di persone che cadono in povertà perché costrette a pagare per l’assistenza sanitaria e milioni di bambini che non hanno la possibilità di andare a scuola - continua Winnie Byanyima - Per Oxfam porre l’attenzione sulla crescita incontrollata della disuguaglianza economica estrema non significa voler puntare il dito contro i più ricchi, ma stimolare i leader globali a mettere in atto politiche efficaci ad assicurare alle persone più povere la possibilità di giocare a pari merito la partita per migliorare la propria esistenza".

"Dal Fmi a Papa Francesco, dal Presidente Obama al World Economic Forum, - ricorda - emerge un sempre maggior consenso al fatto che la disuguaglianza è una sfida cruciale dei nostri tempi e che la mancanza di azione è economicamente e socialmente dannosa. Solo l’1,5% delle super-ricchezze basterebbe per garantire istruzione e sanità a tutti i cittadini dei Paesi più poveri.”

Tra le raccomandazioni delineate da Oxfam nel rapporto di ricerca, che ha ricevuto, tra gli altri, gli apprezzamenti di Kofi Annan, Jeffrey Sachs e Joseph Stiglitz: la necessità che gli Stati del Mondo promuovano politiche tese a garantire un salario minimo dignitoso, a ridurre il divario tra le retribuzioni di uomini e donne, ad assicurare reti di protezione sociale e accesso a salute e istruzione gratuite per i loro cittadini.

L’accesso a servizi essenziali gratuiti è ritenuto fondamentale per rompere il ciclo della povertà tra le generazioni. Particolarmente rilevante nell’analisi di Oxfam appare l’adozione di politiche e norme nazionali e globali di lotta all’evasione e all’elusione fiscale. Sono infatti tali fenomeni a generare oggi quelle carenze di risorse che invece potrebbero essere investite in politiche contro la povertà estrema e a favore di salute e istruzione.

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