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Shopper 'neri', se il nuovo pizzo si paga in plastica illecita

Un mercato illegale redditizio che costa all'ambiente 50 mln di danni

RISORSE
Shopper 'neri', se il nuovo pizzo si paga in plastica illecita

(Fotolia)

Da quando sono stati messi al bando nel 2012, gli shopper di plastica hanno generato un mercato nero persistente e redditizio: 40mila tonnellate di plastica immesse illegalmente nell'ambiente, 160 milioni di euro di perdita economica netta per la filiera degli shopper compostabili, 30 milioni di euro di evasione fiscale e 50 milioni di euro di danni ambientali.

"Esiste una nuova forma di pizzo richiesto dalla malavita organizzata ai commercianti che è quella di obbligarli a utilizzare gli shopper fuori legge. È quanto sta emergendo da indagini effettuate soprattutto in Campania, a Napoli", spiega il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani in occasione della presentazione di Ecomafia 2017 oggi alla Camera.

Un'illegalità che "sta diventando una piaga - spiega il presidente di Assobioplastiche Marco Versari nel dossier di Legambiente - sono necessari più controlli e più sanzioni e anche Camere di commercio e associazioni di categoria devono iniziare ad agire. Il settore degli shopper per asporto merci vive una condizione di illegalità inarrestabile con 60 buste su 100 in circolazione assolutamente fuori norma", una situazione in cui la legge dello Stato "soccombe al malaffare, alla concorrenza sleale, alla criminalità".

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