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Melagrana, guado e cocciniglia, dalle piante l'arte antica e green della tintura naturale

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Melagrana, guado e cocciniglia, dalle piante l'arte antica e green della tintura naturale

Una tecnica antica, abbandonata con l'avvento dei coloranti chimici che viene oggi riscoperta grazie al suo basso impatto ambientale che consente di non sprecare e non inquinare l'ambiente. E' l'arte della tintura naturale, in fiera a Vicenza fino a domenica 28 febbraio, nell'ambito della mostra-Atelier internazionale della manualità creativa 'Abilmente Primavera'.

A svelarne i segreti, mostrando e insegnando come dare colore ai tessuti, anche con le tecniche di stampa a mano, è l'associazione Colore e Tintura naturale 'Maria Elda Salice'. "Da 30 anni a questa parte come associazione facciamo ricerca e sperimentazione sui colori naturali - spiega all'Adnkronos Rossela Cilano - estraendo materia colorante dai vegetali e poi, a seconda del veicolo, trasformandoli in colori pertessuti, legno o belle arti. In fiera presentiamo solo la colorazione di tessile, filati e tessuti oltre anche attraverso le tecniche di stampa a mano su tessuti naturali. Facciamo vedere tutto il procedimento dall'estrazione del colore dai diversi vegetali, alla tintura".

Il procedimento è piuttosto semplice e realizzabile anche a casa. "Per fare un esempio semplice - spiega Cilano - possiamo prendere la buccia di melagrana, farla bollire per estrarre il giallo. Preparare a parte il tessuto che vogliamo tingere facendolo bollire con dei sali metallici che fanno da mordente attirando e fissando il colore sul tessuto. Bollire quindi nuovamente la stoffa nel colore estratto".

I vegetali dai quali è possibile estrarre il colore sono tantissimi. "Si va dalla robbia del tintore, prodotta da una radice che dà il rosso al guado per il blu e la reseda per il giallo. Ci sono poi - continua l'esperta - le piante di aree esotiche tipo il legno rosso del Brasile o gli animaletti come la cocciniglia, un parassita del cactus che veniva già usato dai maya e dagli aztechi per fare il rosso porpora". Ma la frutta e la verdura dalla quale si possono ricavare i colori sono quasi infiniti e "si riesce a coprire tutta la palette - assicura Cilano - colori che peraltro sono più luminosi, più trasparenti, in una parola più belli".

Tingere con i vegetali è assolutamente ecologico ma non proprio economico. "Questo tipo di tintura - ricorda Cilano - implica un grande uso di vegetali e il procedimento è più lungo rispetto a quello che utilizza i composti chimici. Anche per questo è un mondo per amatori del colore. Non si tornerà mai alla sola colorazione naturale".

"Nel tempo ci sono stati picchi verso l'alto grazie a una maggiore attenzione alla salute e all'ambiente ma è impensabile - conclude l'esperta - che questa tecnica antica possa soppiantare la colorazione con componenti chimici o espandersi su larga scala. Ci sono però diverse piccole ditte che hanno ripreso una produzione esclusiva ma di nicchia a base di colori naturali su tessuti naturali".

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