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Inquinamento indoor, l'innovazione aiuta. Per gli interni c'è The Breath

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Inquinamento indoor, l'innovazione aiuta. Per gli interni c'è The Breath

Inquinamento indoor: morti premature destinate a calare, ma grazie alla prevenzione si può fare di più. Lo sottolinea Gianmarco Cammi, direttore operativo della startup Anemotech Srl e co-inventore della tecnologia ambientale The Breath, il tessuto multistrato che rende più salubre l’ambiente sfruttando il naturale ricircolo dell’aria, senza essere alimentato da fonti energetiche esterne (e che incassa il sostegno di Legambiente).

Cammi ricorda i dati diffusi qualche giorno fa dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) che prevedono una riduzione delle morti premature causate dall'inquinamento domestico da 3,5 milioni a 3 milioni entro il 2040. “Che si tratti dell’ufficio, dell’appartamento o del nostro garage - sottolinea Cammi - abbiamo il dovere di utilizzare tutte le armi a nostra disposizione per abbattere l’impatto sulla nostra salute di sostanze inquinanti come polveri sottili o altri composti volatili di accertata pericolosità per la salute quali gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio, l’anidride carbonica e gli ossidi di zolfo”.

Per questo, Anemotech ha brevettato The Breath, una soluzione di semplice utilizzo ma di notevole efficacia che lavora in modo sistematico sulla carica batterica, le polveri e le muffe, in modalità del tutto passiva e a impatto zero. Questo tessuto può essere collocato sulle pareti sotto forma di pannello, divisorio, tendaggio o quadro, garantendo una costante riduzione dell’inquinamento quotidiano.

Anemotech Srl è una startup costituita nel 2014 allo scopo di sviluppare, portare in produzione e commercializzare le applicazioni del sistema The Breath, nome commerciale dell’innovativa tecnologia ambientale per il trattamento e la purificazione dell’aria di cui detiene il brevetto. La soluzione è sostenuta da Legambiente, Symbola - Fondazione per le qualità italiane, Università Politecnica delle Marche, che per 2 anni ha condotto studi e test sui materiali, e da Umberto Veronesi che per primo ha scelto di adottare la tecnologia all’interno della propria abitazione.

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