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Contro le slavine arrivano droni, robot e aereomodelli

Si chiama Sherpa ed è un sistema a servizio dei soccorritori

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Contro le slavine arrivano droni, robot e aereomodelli

Raggiunge luoghi oggetto di slavine in pochi minuti e localizza i dispersi travolti dalla neve, mentre sistemi alternativi impiegano ore o sono addirittura inagibili in alcune situazioni. Si chiama Sherpa ed è un sistema a servizio dei soccorritori basato sull'uso di droni, robot, aereomodelli ad ala fissa. Veloce ed efficace nell'individuazione dei dispersi, Sherpa salvaguarda anche gli stessi soccorritori, grazie all'uso di robot nominati come animali: “falchi” (aeromodelli), “asini intelligenti” (rover) e “vespe” (droni).

Il progetto, ideato da giovanissimi ricercatori europei (età media 28 anni) guidati dal Dei (Dipartimento di ingegneria dell'energia elettrica e dell'enformazione) dell'Università di Bologna, dopo 4 anni di sviluppo, è stato valutato positivamente dai funzionari europei durante il Final Review Meeting tenutosi a Davos (Svizzera) lo scorso 2 e 3 marzo.

Sherpa, spiega Lorenzo Marconi del Dei, coordinatore del progetto Sherpa e del corso di studi in Ingegneria dell’Automazione dell’Università di Bologna, "è oggi una piattaforma dove sono integrate tante tecnologie diverse, sia hardware che software. E l'abbiamo testata, come richiesto dai valutatori europei, anche in situazioni dinamiche". Ovvero in condizioni meteorologiche e scenari di soccorso che cambiano repentinamente.

Un'innovazione sociale nata da un progetto partecipato a livello europeo che mette la tecnologia al servizio dei soccorritori e che infatti ha trovato la collaborazione e l'interesse del Soccorso Alpino del Cai (Club Alpino Italiano) e dei Carabinieri. Sherpa è un progetto scientifico molto attuale visto il grande numero di incidenti in alta quota causati dalla neve: secondo i dati del Cai, si è passati dai 1300 del 1955 ai circa 8mila del 2014.

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