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Egitto, Zaki in carcere altri 45 giorni

Le autorità hanno deciso di rinnovare la detenzione preventiva dello studente e attivista egiziano dell'Università di Bologna. Amnesty: "Italia ritiri temporaneamente l'ambasciatore"

(Fotogramma)
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27 luglio 2020 | 15.42
LETTURA: 2 minuti

Le autorità egiziane hanno deciso di rinnovare per altri 45 giorni la detenzione preventiva di Patrick Zaki, lo studente e attivista egiziano dell'Università di Bologna, arrestato al suo ritorno al Cairo il 7 febbraio scorso. Lo hanno confermato ad Aki-Adnkronos International fonti dell'Egyptian iniative for personal rights (Eipr), l'ong egiziana che segue da vicino il caso dello studente.

"Purtroppo, la decisione del Tribunale penale, riguardante l'udienza di rinnovo della detenzione di Patrick Zaki, tenutasi ieri, è stata quella di rinnovare la sua detenzione per altri 45 giorni", si sottolinea sulla pagina Facebook 'Patrick Libero', che pubblica informazioni aggiornate sul giovane egiziano.

Amnesty: "Italia ritiri temporaneamente l'ambasciatore"

"Dopo quasi 5 mesi di mancata comparizione davanti ad un procuratore o ad un giudice, speravamo che la sua prima comparizione di persona ieri davanti al tribunale avrebbe portato ad una decisione positiva, ma purtroppo ci siamo sbagliati e la sua ingiusta detenzione sarà prolungata", si aggiunge in una nota.

"Rinnoviamo la nostra richiesta per il suo immediato rilascio, che la Procura di Sicurezza dello Stato ha il diritto di decidere in qualsiasi momento", si conclude il comunicato della pagina Facebook.

"La Farnesina mantiene la massima attenzione sul caso di Patrick Zaki e esprime forte preoccupazione per la decisione delle autorità egiziane di prolungare la sua detenzione in carcere" evidenziano fonti della stessa. "Il Maeci continua a monitorare costantemente l'evolversi della situazione sia a livello bilaterale sia in coordinamento con i partner internazionali, innanzitutto europei"."In questi mesi l'ambasciatore d'Italia in Egitto, in costante raccordo con la Farnesina, ha effettuato, anche di recente, numerosissime azioni di sensibilizzazione presso le competenti istanze egiziane, sollecitando il rilascio di Patrick Zaki per motivi umanitari e di salute - evidenziano le fonti - La nostra ambasciata al Cairo si è inoltre mantenuta in costante contatto con l'ong che segue il caso, nonché con i legali di Patrick, e, per loro tramite, con la sua famiglia". "Parallelamente l'Italia ha svolto numerosi passi in sede Ue per chiedere maggiore attenzione sulla vicenda e, su impulso italiano, il caso è stato inserito all'interno del meccanismo di monitoraggio processuale coordinato dalla Delegazione dell'Ue al Cairo - conclude - Fino a quando le misure di prevenzione anti Covid lo hanno consentito, un rappresentante diplomatico italiano ha partecipato a varie udienze".

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