Anche la Danimarca rafforza la sua presenza militare, mentre il presidente Usa intensifica la pressione per annettere l'isola: "Sono noi possiamo difenderla da Russia e Cina". Von der Leyen: "Abitanti possono contare su di noi". Anche Svezia e Norvegia invieranno forze armate
Francia e Germania mandano truppe in Groenlandia. Lo hanno annunciato i responsabili della Difesa dei due Paesi, mentre si intensificano le pressioni di Donald Trump per impadronirsi dell'isola territorio autonomo della Danimarca. Il ministero della Difesa di Berlino ha dato notizia del dispiegamento di un team da ricognizione, composto da 13 militaria con l'obiettivo di "esplorare le condizioni per possibili contributi militari a sostegno della Danimarca per garantire la sicurezza nella regione".
Dal canto loro, fonti dell'Esercito di Parigi hanno riferito che soldati francesi parteciperanno a una missione militare in Groenlandia insieme ad altre nazioni europee, senza fornire ulteriori dettagli.
Dalla Svezia fanno sapere che "alcuni ufficiali delle forze armate" arriveranno oggi in Groenlandia. "Fanno parte di un gruppo proveniente da diversi Paesi alleati" ha reso noto il premier svedese Ulf Kristersson in un post su X. "Insieme prepareranno le prossime fasi dell'esercitazione danese Operation Arctic Endurance", ha aggiunto, precisando che l'invio di truppe avviene "su richiesta della Danimarca".
Anche la Norvegia invia personale militare in Groenlandia, nel mezzo delle tensioni provocate dalle mire espansionistiche di Trump. Un portavoce del ministero della Difesa norvegese ha precisato alla Cnn che Oslo invierà due ufficiali militari.
Il governo della Groenlandia ha aumentato la presenza militare "all'interno e intorno" all'isola, mentre si appresta a condurre esercitazioni con la Danimarca e altri alleati della Nato per lavorare alla sicurezza dell'Artico. In una dichiarazione pubblicata sul proprio sito web, il governo ha affermato che l'obiettivo delle esercitazioni è "sviluppare competenze nelle condizioni uniche dell'Artico e rafforzare la presenza della comunità artica in modo da contribuire alla sicurezza in Europa e nell'Atlantico".
Le voci sul dispiegamento militare avevano iniziato a circolare nella giornata di oggi, quando i media danesi hanno dato notizia di un movimento di truppe verso la Groenlandia, compreso un comando militare avanzato, come parte di un dispiegamento più ampio previsto. In una nota, il ministero della Difesa di Copenaghen fa sapere: "Le Forze armate, da oggi, hanno dispiegato capacità e unità collegate alle attività di esercitazione. Nel prossimo futuro, questo comporterà una maggiore presenza militare in Groenlandia e nelle zone circostanti, con l'impiego di aerei, navi e soldati, anche provenienti dai paesi alleati della Nato".
"Non vogliamo essere controllati dagli Stati Uniti" ha detto la ministra degli Esteri groenlandese, Vivian Motzfeldt, dopo gli incontri avuti a Washington, sottolineando tuttavia l'impegno "a rafforzare la cooperazione come alleati".
L'incontro a Washington tra il vicepresidente americano Jd Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia, è durato 50 minuti, "più del previsto".
"È stato positivo l'incontro ed è stato positivo che al termine dell'incontro, nel riconoscere differenze chiaramente ancora di punti di vista, si sia istituito un gruppo di alto livello. Serve a non fare nulla? Bene, meno si fa in questo campo, meglio è. Quello che è stato importante è che il ministro degli Esteri danese, insieme alla collega groenlandese, si siano presentati uniti a dire con chiarezza che loro capiscono le preoccupazioni di sicurezza del presidente Trump e sono disponibili a lavorare insieme" ha detto l'ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Marco Peronaci, a Tg2 Post. "Si era parlato di dividere la Groenlandia dalla Danimarca attraverso forme che avrebbero potuto fare appello alla popolazione locale. Questa strada - ha aggiunto Peronaci - mi sembra difficilmente perseguibile. L'Europa ha avuto una risposta chiara: su questa base, vedremo il lavoro di questo gruppo a che cosa porterà".
Nell'articolato mosaico diplomatico, il ministro della Difesa danese Poulsen incontrerà, inoltre, lunedì 19 il segretario generale della Nato Mark Rutte per discutere della sicurezza dell'Artico.
Donald Trump continua intanto intensificare la pressione in vista dell'incontro odierno tra il vicepresidente Jd Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e le delegazioni di Copenaghen e Nuuk. "La Nato diventa molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli Stati Uniti. Qualunque cosa al di sotto di questo sarebbe inaccettabile", ha scritto il presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social.
"Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale. È fondamentale per il Golden Dome che stiamo costruendo. La Nato dovrebbe guidarci nell'ottenerla - ha scritto Trump, ricordando che - se non lo facciamo noi, lo faranno la Russia e la Cina, e questo non può accadere!". "Dal punto di vista militare, senza la grande forza degli Stati Uniti, che ho in gran parte costruito durante il mio primo mandato e che ora sto portando a un nuovo livello ancora più alto, la Nato non sarebbe una forza efficace o un deterrente, neanche lontanamente! - ha aggiunto - Loro lo sanno, e lo so anch'io".
Riferendosi alla presenza di Russia e Cina nella regione artica, Trump ha lanciato un appello alla Nato: "Dite alla Danimarca di farli andare via, ora! Due slitte trainate da cani non basteranno! Solo gli Usa possono!!!".
Trump ha rilanciato un recente rapporto dell’intelligence danese, secondo cui "Russia, Cina e Stati Uniti hanno interessi divergenti nell’Artico, ma tutte e tre le potenze cercano di svolgere un ruolo più ampio nella regione". Il documento segnala che "la crescente competizione tra grandi potenze nell’Artico ha portato una significativa attenzione internazionale sulla regione", anche per "il crescente interesse degli Stati Uniti per la Groenlandia e le sue implicazioni per la sicurezza nazionale Usa". In particolare, si sottolinea che "i radar della base spaziale di Pituffik svolgono un ruolo centrale nel rilevare missili ostili diretti verso il territorio continentale statunitense".
Il rapporto avverte inoltre che, nonostante le pressioni legate alla guerra in Ucraina, "le capacità centrali della Russia nell’Artico restano in gran parte intatte" e Mosca "conserva la capacità di dispiegare rapidamente caccia e bombardieri nelle sue basi artiche", risultando "in grado di colpire con breve preavviso obiettivi occidentali nell’Artico e nel Nord Atlantico". La Cina, pur senza presenza militare nella regione, "mira a sviluppare entro 5-10 anni una capacità autonoma di operare nelle acque artiche". Gli analisti stimano infine che "Russia e Cina rafforzeranno la loro cooperazione artica nei prossimi anni", con possibili esercitazioni congiunte nel 2026 "come segnale strategico agli Stati Uniti e all’Occidente".
Per il capo del governo di Nuuk, Jens-Frederik Nielsen, "non è il momento" di parlare dell'indipendenza della Groenlandia, mettendo a rischio il suo diritto all'autodeterminazione. "Non dovremmo giocare con il nostro diritto all'autodeterminazione quando un altro Paese sta parlando di conquistarci", ha dichiarato il premier in un'intervista ai media groenlandesi. "Questo non significa che non vorremo qualcosa di diverso in futuro. Ma qui e ora, facciamo parte del regno (danese) e siamo al fianco del regno. Questo è particolarmente importante in questa grave situazione".
Gli abitanti della Groenlandia sanno che "possono contare" sull'Unione europea, ha affermato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, rispondendo a una domanda sulla grande isola appartenente al Regno di Danimarca e voluta da Trump, durante una conferenza stampa a Bruxelles dedicata al prestito Ue all'Ucraina per il 2026-27.
"Sappiamo - ha continuato - che il collante tra gli alleati è il fatto che c'è sempre un chiaro modello 'uno per tutti, tutti per uno'. Quindi la Nato è il forum per integrare i diversi interessi. Ma, ovviamente, l'Artico e la sicurezza artica sono anche una questione che riguarda l'Unione Europea, senza alcun dubbio. Abbiamo investito per anni nel nostro rapporto con la Groenlandia".
"Sono stata lì l'anno scorso - ha ricordato - prima che tutto questo accadesse, per aprire l'ufficio Ue a Nook, in modo da avere un canale di comunicazione costante con i groenlandesi. Abbiamo un programma di investimenti, abbiamo intensificato il nostro impegno dall'anno scorso e abbiamo accelerato il nostro lavoro. C'è un rapporto forte, buono tra l'Unione Europea e i groenlandesi. Per me è importante che i groenlandesi sappiano, e lo sanno dai fatti, non solo dalle parole, che rispettiamo i desideri dei groenlandesi e i loro interessi e che possono contare su di noi", conclude.
Quanto alla questione dell'applicabilità della clausola di difesa collettiva Ue alla Groenlandia al momento "non si pone", ha affermato inoltre. Il fulcro della questione è l'articolo 42.7 dei Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che stabilisce che, qualora uno Stato membro subisca un'aggressione armata nel proprio territorio, gli altri Stati membri hanno l'obbligo di prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, in conformità con l'articolo 51 della Carta dell'Onu, relativo al diritto di legittima difesa.
"Il Parlamento europeo condanna inequivocabilmente le dichiarazioni rese dall'amministrazione di Donald Trump riguardo alla Groenlandia, che costituiscono una palese sfida al diritto internazionale, ai principi della Carta dell'Onu e alla sovranità e integrità territoriale di un alleato Nato" scrivono in una dichiarazione congiunta i presidenti di Ppe, S&D, Renew e Verdi, sottolineando che le "tali dichiarazioni sono inaccettabili e non hanno posto nelle relazioni tra partner democratici". I capigruppo della maggioranza che ha sostenuto Ursula von der Leyen invitano dunque Commissione e Consiglio europei a "definire un sostegno concreto e tangibile alla Groenlandia e alla Danimarca, difendendo i principi e le leggi dell'Ue, il diritto internazionale e lo Statuto della Nato".
Dopo aver evidenziato come qualsiasi tentativo di minare sovranità e integrità territoriale dei due territori violi il diritto internazionale e la Carta dell'Onu, il documento ribadisce come la sicurezza dell'Artico sia "una priorità strategica per l'Ue", che rimane "fermamente impegnata a salvaguardarla. La strategia per l'Artico dell'Ue va oltre le semplici preoccupazioni di sicurezza e il nostro impegno a intensificare lo sviluppo sostenibile e la cooperazione con i cittadini della regione è costante". Inoltre, prosegue il testo, in qualità di membri Nato sia Danimarca che Groenlandia sono "pienamente coperte" dalle sue garanzie di sicurezza collettiva. Da parte sua, "il Parlamento europeo continuerà a rafforzare le capacità di difesa europee e a garantire che gli Stati membri dell'Ue rispettino i propri impegni con la Nato, anche attraverso investimenti sostenuti nella difesa e una forte presenza nella regione artica".
In quest'ottica, il testo precisa che la sicurezza dell'Artico "è garantita nel quadro della Nato e la Danimarca mantiene accordi con partner chiave, inclusi gli Usa, per proteggere la regione". Dopodiché ribadisce che le decisioni riguardanti il Paese europeo e il suo territorio autonomo "appartengono esclusivamente" a essi, ricordando che nel 1916 gli Usa, attraverso un accordo con la Danimarca, ne riconobbero la piena sovranità sulla Groenlandia. "Con questo accordo, gli Usa riconobbero quindi che tutta la Groenlandia costituiva legittimamente territorio danese. Tentativi esterni di alterare lo status quo sono inaccettabili", scrivono i capigruppo delle famiglie politiche europee.
I democratici al Congresso hanno presentato mozioni per fermare il tentativo di annessione di un territorio di un Paese alleato Nato, mozioni che stanno raccogliendo anche qualche sostegno da parte dei repubblicani. Anzi al Senato Lisa Murkowski, la repubblicana moderata dell'Alaska che ha adottato innumerevoli posizioni contrarie a Trump, è la cofirmataria, insieme a Jeanne Shaheen, capogruppo dem dalla commissione Esteri, della risoluzione chiamata "Nato Unity Protection Act", l'atto per la protezione dell'unità della Nato.
Se approvata, la legge vieterebbe l'uso di fondi del dipartimento alla Difesa e di Stato per bloccare, occupare, annettere o imporre in altro modo il controllo sul territorio sovrano di un alleato della Nato. Mentre alla Camera il repubblicano Don Bacon si è unito alla minoranza democratica per presentare una misura analoga, il No Funds for Nato Invasion Act, per bloccare preventivamente l'eventuale uso di fondi per usare la forza militare per acquisire la Groenlandia.
"La sola idea che l'America potrebbe usare le nostre vaste risorse contro nostri alleati è profondamente inquietante e deve essere interamente rigettata dal Congresso", ha dichiarato Murkowski, spiegando che nella misura da lei presentata si sottolinea come la forza della Nato sia cruciale per la sicurezza nazionale degli Usa e che ogni azione contro un alleato sarebbe una violazione del Trattato dell'Alleanza Atlantica. E per Shaheen anche solo suggerire la possibilità di questa azione, come stanno facendo Trump e i suoi consiglieri, rischia di "minare l'alleanza che mantiene sicuri gli americani".